Anche il caffè diventa green. E Lavazza premia gli addetti

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Bonus record da 3.500 euro, il più alto di sempre, oltre a welfare aziendale. Con il covid sale il consumo di cialde

Il 2020, l’anno del lockdown e della pandemia mondiale, si prepara a chiudere con il segno più per il mondo del caffè.

In attesa che si alzi ufficialmente il velo sui conti dei maggiori gruppi del settore, diversi segnali fanno capire che il 2020 terminerà in positivo.

Il Gruppo Lavazza ha annunciato ieri di aver erogato il premio-obiettivi più alto della sua storia: 3.500 euro agli oltre 600 collaboratori di Torino e Gattinara (Vercelli), 2.500 euro per i collaboratori dell’Impianto di Pozzilli (Isernia) e del Centro Direzionale di Torino. Segno che i target 2020 sono stati raggiunti nonostante il tracollo economico generato dalla pandemia. «Questo premio riconosce gli obiettivi raggiunti e lo straordinario lavoro delle nostre persone che hanno garantito con continuità, anche in un anno segnato dall’emergenza sanitaria, la produzione, la qualità e la disponibilità dei nostri prodotti», sottolinea Enrico Contini, Chief Human Resources Officer di Lavazza. Premi che si aggiungono ai bonus già elargiti in marzo e aprile, 500 euro, per il lavoro svolto in presenza durante il periodo più critico del Covid19.

Il secondo indizio arriva da Bialetti che in febbraio ha visto schizzare le quotazioni a 0,308 euro (i massimi da aprile 2019) per un rialzo da inizio anno che oggi (con il titolo a 0,31 euro) è del 143%. «Il settore spiega un analista vive un momento d’oro nonostante le chiusure a singhiozzo perché se le torrefazioni più piccole hanno sofferto i big del settore hanno potuto contare sulla crescita della domanda retail e sull’export, che ha subito gli effetti della pandemia, ma in misura decisamente minore rispetto a quanto avvenuto con i mancati acquisti da parte di bar e ristoranti italiani. Il consumo casalingo, poi, è stato record». La permanenza domestica forzata e la chiusura dei locali pubblici hanno determinato una vampata di interesse per i prodotti che consentono di prepararsi anche in casa un espresso da bar. Un contesto che ha dato un’ulteriore spinta a capsule e cialde, i due segmenti più dinamici degli ultimi anni. Anche se, guardando al primo semestre 2020, tutti i segmenti paiono in netta crescita e l’effetto Covid ha rivitalizzato anche i segmenti del mercato del caffè tostato che erano in crisi. Anche per questi storici prodotti, infatti, è tornato il sereno. Nel primo trimestre 2020 il saldo è tornato positivo (+2% in quantità +3,4% in valore), ed è migliorato nel bimestre aprile/maggio quando gli italiani hanno aumentato gli acquisti di miscele per moka del 4,3% spendendo il 5% in più rispetto a 12 mesi prima. Con il lockdown sono tornati a crescere anche gli acquisti domestici di miscele per espresso, che rappresentano il 7% del mercato a valore e l’8% in volume. Il settore – come annunciato da Andrea Illy, ad dell’omonimo gruppo – si prepara poi a cavalcare la transizione ecologica (con una produzione sempre più green) in programma con i fondi europei e il nuovo ministero della Transizione ecologica guidato da Roberto Cingolani, ex direttore scientifico dell’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova ed ex consigliere della stessa Illy.





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