Fisco: rinviate scadenze rottamazione Ter e saldo-stralcio

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Si lavora a Decreto Sostegno

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Nessuna sanzione per chi non ha provveduto a pagare le rate della Rottamazione Ter e quelle del “Saldo e Stralcio”. La rassicurazione arriva direttamente dal Ministero delle Finanze che con una “nota-decreto” specifica che è “in corso di redazione il provvedimento che differirà il termine del 1° marzo 2021” il pagamento delle due agevolazioni fiscali introdotte come sostegno ai contribuenti per contenere gli effetti economici della pandemia da Covid-19.

Nessuna indicazione invece sulla nuova data limite. Resta aperta l’ipotesi di un’armonizzazione dei tempi con quelli del rinvio delle cartelle esattoriali con una mini-proroga generalizzata e una più lunga per alcune categorie più in difficoltà. Scaduto lo stop il 28 febbraio, infatti, già da oggi potrebbe ripartire l’invio delle cartelle – secondo quanto riporta Ansa si potrebbe arrivare fino 54 milioni di atti – da parte dell’Agenzia delle Entrate in attesa che il Governo provveda a rinviare nuovamente la scadenza. Si fa spazio nel frattempo l’ipotesi di una cancellazione totale degli atti più piccoli – fino a 5mila euro – per alleggerire tanto gli uffici (sono una parte molto consistente del totale di cartelle da inviare), quanto i contribuenti, magari prevedendo dei mini-pagamenti per archiviare le pratiche.

A diverse questioni di natura fiscale dovrà quindi rispondere l’atteso provvedimento – già ribattezzato Decreto Sostegno  – che dovrebbe arrivare in Consiglio dei Ministri già questa settimana e che farà affidamento su parte del “tesoretto” da 32 miliardi di euro votato dal Parlamento con lo scostamento di Bilancio. Si tratterebbe quindi della prima misura economica di risposta alla crisi del nuovo Governo Draghi e in cui con ogni probabilità troveranno ampio spazio anche gli aiuti a lavoratori e imprese in difficoltà.

Si punta a superare l’approccio fondato sui codici Ateco, riservando gli aiuti a chi ha registrato una perdita di fatturato superiore ad una data soglia. Soglia che con ogni probabilità sarà fissata al 33%, in linea con quanto disposto da Bruxelles nel Temporary Framework sugli aiuti di Stato. Si punta a ristorare fino al 20-25% dei ricavi perduti. Interessati dal provvedimento saranno soprattutto i settori alberghiero e della ristorazione, oltre a quello della montagna legato allo sci, del turismo in generale e dei trasporti.

Anche le categorie oggetto delle nuove chiusure – ad esempio parrucchieri nelle nuove zone rosse – dovrebbero trovare sostegno nel nuovo decreto. Quanto ai lavoratori si lavora nuove settimane di Cig, forse già in modalità semplificata per quel che riguarda la procedura di accesso come discusso dal ministro del Lavoro Andrea Orlando con le parti sociali.


Libero.it