Tim, utile netto a 7,2 mld

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Tim (nella foto, l’a. d. Luigi Gubitosi) ha chiuso il 2020 con un utile netto di 7,2 miliardi di euro. I ricavi sono invece ammontati a 15,8 miliardi. Confermata la distribuzione di un dividendo pari a 1 centesimo per ogni azione ordinaria e di 2,75 centesimi per le risparmio. L’ebitda 2020 è stato pari a 7,1 miliardi. Il numero complessivo delle linee mobili di Tim si è attestato a 30,2 milioni a fine anno, in crescita rispetto al trimestre precedente di circa 5 mila linee, nonostante il lockdown parziale nei mesi di novembre e dicembre. Tornano a crescere le Sim “Machine to Machine” con 103 mila nuove linee. Migliora il trend delle linee “human”, riducendo significativamente la perdita di linee e confermando il trend di stabilizzazione in corso. La “number portability” (ovvero il flusso verso altri operatori, pari a 35 mila linee) registra il miglior risultato dal secondo trimestre 2018. Nel fisso accelera la migrazione della base clienti verso la banda ultra larga, favorita anche dalla maggiore disponibilità di linee nelle aree bianche, nelle quali da marzo 2020 Tim ha aperto 18 mila nuovi cabinet, rendendo disponibile la fibra (FTTx) al 91% delle famiglie italiane con linea fissa. Nel quarto trimestre 2020 sono state attivate 437 mila nuove linee ultrabroadband retail e wholesale (retail + 171% anno su anno), raggiungendo gli 8,6 milioni di unità con un incremento del 24% rispetto al 2019.  Il consiglio di smministrazione di Tim ha approvato il nuovo piano ‘Beyond Connectivity’ che, in continuità con i precedenti, rinnova ed estende gli obiettivi finanziari e di sostenibilità al 2023. Nello specifico, la strategia delineata poggia sugli obiettivi industriali raggiunti e sulle solide basi finanziarie costruite grazie al superamento dei target di generazione di cassa e riduzione del debito registrati nei due anni precedenti. L’evoluzione tecnologica e l’espansion e delle infrastrutture fisse, mobili, cloud e dei data centers è stata accelerata e rafforzata dalle partnership avviate con aziende leader a livello mondiale come Google nel Cloud, Disney nei contenuti TV, Vodafone nelle torri di telefonia mobile, KKR e Fastweb nello sviluppo della fibra ad altissima velocità. Il nuovo piano triennale si pone come obiettivo primario l’espansione dell’attività del gruppo oltre la mera connettività facendo leva sulla convergenza tra le diverse aree di business, continuando a incrementare contestualmente l’efficienza del core – business tradizionale. Il piano tiene anche conto del deterioramento delle prospettive economiche conseguente alla pandemia da Covid 19. Il piano ‘ Beyond Connectivity’, prosegue ancora la nota di Tim, prevede il continuo miglioramento del business tradizionale, e la crescita dei servizi adiacenti al di là della connettività. Si fonda, in buona parte, sulle iniziative strategiche sviluppate negli ultimi due anni; ovvero Noovle, il progetto di Cloud ed Edge Computing per l’Italia che farà leva sui data center del gruppo; FiberCop, “in fase di avvio, con un ambizioso piano di copertura del Paese attraverso la realizzazione della rete di accesso secondaria in fibra ottica”; e poi Timvision, con importanti collaborazioni avviate con i principali partner di contenuti a livello mondiale. Infine Tim Brazil, la controllata carioca del gruppo, che prosegue il suo percorso di crescita e si avvia ad integrare gli asset di telefonia mobile di Oi, aggiudicati a Tim, Vivo e Claro lo scorso dicembre. L’aggiornamento del piano di Tim al 2023 conferma la politica di distribuzione dei dividendi pari a 1 centesimo di euro per le azioni ordinarie e di 2,75 euro per le risparmio. Punta poi a un’accelerazione della riduzione del debito netto after lease che è stimato a quota 16,5 miliardi di euro entro il 2021, con un rapporto debito netto/ebitda pari a 2,6 volte nel 2023. Tra gli altri target finanziari, Tim prevede un equity free cash flow cumulato nel triennio di circa 4 miliardi di euro; ricavi da servizi stabili o in leggera crescita o in leggera crescita nel 2021 e in leggera crescita nel 2022 e nel 2023. L’ebitda after lease del gruppo è previsto stabile o in leggera crescita nel 2021 e in leggera crescita nel 2022-2023. 

Il cda ha anche approvato all’unanimità la lista in vista del rinnovo nella prossima assemblea dei soci. Ne fanno tra gli altri il presidente Salvatori Rossi e Giovanni Gorno Tempini, presidente della Cdp, secondo socio della compagnia telefonica con quasi il 10% del capitale. Confermati anche l’amministratore delegato di Tim, Luigi Gubitosi, Arnaud de Puyfontaine e Franck Cadoret. Completano la lista composta da 10 candidati su un board di 15 membri, Paola Bonomo, Luca De Meo, Cristiana Falcone, Marella Moretti e Ilaria Romagnoli.
“Vorrei esprimere i miei più sentiti e sinceri ringraziamenti al Consiglio uscente per il lavoro svolto nei tre anni del mandato che sta per concludersi. L’alto valore professionale e umano dei componenti il Consiglio ha consentito questo risultato. Vorrei anche esprimere la mia personale soddisfazione per le modalità con cui si è svolto il processo che ha portato alla selezione della lista del Consiglio che verrà presentata alla prossima Assemblea in vista del rinnovo dell’organo consiliare. Una lista composta da profili di grande esperienza e spessore – ha commentato Salvatore Rossi, nella foto a destra, presidente di Tim – che contempera la necessaria continuità con l’opportuno rinnovamento rispetto al Consiglio uscente, a vantaggio della delicata trasformazione dell’azienda e degli obiettivi di digitalizzazione del Paese”. Si tratta – specifica una nota di Tim – di una rosa di candidati composta da 4 donne e 6 uomini, per un totale di 6 indipendenti. Si è inteso coniugare, prosegue ancora la nota, il valore della continuità con quello del rinnovamento, introducendo accanto a 6 consiglieri in carica (tra i quali il presidente e l’amministratore delegato, di cui si prefigura la conferma nel rispettivo ruolo) 4 candidati con background diversificato in termini di esperienza lavorativa, formazione e percorso professionale. Il rinnovo del cda avverrà all’assemblea del 31 marzo prossimo. Il board rinnovato rimarrà  in carica per 3 esercizi, sino all’assemblea chiamata all’approvazione del bilancio al 31 dicembre 2023.