Mini-trader in difesa su Gamestop

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Il numero uno di Robinhood: “Mai aiutato i fondi hedge”. Il Bitcoin a quota 52mila

Nessuna ammissione di colpa, nessuna responsabilità. E men che meno sensi di colpa per aver in qualche modo orchestrato il folle rally di Gamestop il mese scorso, quando il titolo della catena Usa di videogiochi balzò del 400% in appena una settimana.

Era il momento clou della battaglia ingaggiata dai Davide, i piccoli trader online, contro i Golia, gli hedge fund. Colpiti proprio sul loro lato più forte, le vendite allo scoperto. Di quella da qualcuno definita la rivolta contro il capitalismo rapace, sono rimaste solo le macerie: da allora, le azioni Gamestop hanno perso il 90% del proprio valore. Ma di questo crollo non c’è traccia nelle audizioni che i protagonisti di quei giorni hanno tenuto ieri davanti al Congresso Usa, dove si cerca di far luce su quanto successo in quei giorni. Al resto, ovvero all’accertamento di eventuali reati di aggiottaggio e manipolazione del mercato, dovrà provvedere l’indagine in corso della procura federale, mentre la Borsa delle materie prime di Chicago ha già accesso un faro sulle speculazioni legate all’argento. Improbabile, invece, che la stessa sorte tocchi al Bitcoin, volato ieri fino sopra i 52mila dollari grazie all’ultimo assist di Blackrock e ormai «sdoganato» dalla comunità finanziaria.

Nell’occhio del ciclone, al momento, c’è soprattutto Vlad Tenev, co-fondatore e co-amministratore delegato dell’app di trading online Robinhood, il più esposto nei giorni di fuoco di Gamestop. In particolare dopo la decisione di limitare l’acquisto di 13 titoli fortemente shortati («Quello che è successo è inaccettabile, mi scuso coi clienti») e dopo essere stato costretto a raccogliere 3,4 miliardi di dollari di capitale aggiuntivo. Forse per aiutare gli hedge? «La decisione – si è difeso – è stata presa solo per un motivo: continuare a soddisfare i requisiti regolatori di precauzione. Ogni ipotesi che Robinhood abbia agito per aiutare hedge fund o altri interessi particolari a danno dei clienti è una retorica assolutamente falsa che distorce il mercato». Alcuni osservatori fanno tuttavia notare lo stretto legame fra la piattaforma di trading e Citadel, che nel 2020 ha garantito più della metà del giro d’affari di Robinhood, ovvero 362,5 milioni.

E non molto convincenti devono essere apparse le risposte date anche da Gabriel Plotkin, creatore del fondo speculativo Melvin Capital, per sostenere di non aver avuto «nulla a che fare» con lo stop al trading imposto da Robinhood e di aver scommesso contro GameStop dal 2014 e perché «il suo modello di business sarà superato dai download dei videogiochi online»; né quelle di Kenneth Griffin, ad di Citadel, che si è rifiutato di dire cosa potrebbe accadere se la sua società ricevesse due ordini da Fidelity e Robinhood più o meno della stessa dimensione. Il numero uno di Reddit, Steve Huffman, ha invece respinto ogni addebito, sottolineando che «nessuna significativa attività» sul forum WallStreetBets, lo scorso mese, è stata condotta «da bot o agenti stranieri. WallStreetBets sembrerà caotico o da principianti dall’esterno, ma il fatto che siamo qui significa che sono riusciti a sollevare questioni importanti sulla giustizia e sulle opportunità nel nostro sistema finanziario». La saga continua






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