San Valentino, Assoutenti: il Covid dimezza la spesa degli italiani per la festa degli innamorati (-45% sul 2020)

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Business del 14 febbraio scende a quota 260 milioni di euro: pesa chiusura ristoranti a cena e limiti a viaggi e weekend romantici

Il Covid influisce anche sulla festa di San Valentino, abbattendo la spesa degli italiani per la ricorrenza del 14 febbraio. Lo afferma Assoutenti, secondo cui quest’anno l’emergenza sanitaria porterà ad una forte riduzione delle spese legate alla festività.“Lo scorso anno, quando ancora non era scoppiata la pandemia, 8,9 milioni di italiani festeggiarono San Valentino, generando un business che, secondo i dati di Confesercenti, raggiunse quota 474 milioni di euro – spiega il presidente Furio Truzzi – Quest’anno, in base alle elaborazioni di Assoutenti, la spesa complessiva per la festa del 14 febbraio si fermerà a circa 260 milioni di euro, con una riduzione del -45% sul 2019, e coinvolgerà 7,5 milioni di italiani con una spesa procapite di 34,6 euro”.“A pesare sul drastico calo la chiusura di locali e ristoranti nelle ore serali, appuntamento fisso per le cene romantiche di San Valentino e le feste a tema, scelte lo scorso anno dal 50% di coloro che festeggiarono la ricorrenza; solo in parte i pranzi al ristorante riusciranno a compensare le perdite in tale comparto – prosegue Truzzi – Anche i limiti agli spostamenti incidono sulla spesa, impedendo di trascorrere weekend fuori casa o fare viaggi, scelti lo scorso anno dal 13% delle coppie. Impossibile anche recarsi in Spa e strutture wellness, così come assistere ad eventi e spettacoli”.Secondo Assoutenti nel 2021 gli innamorati continueranno a farsi piccoli regali in occasione di San Valentino, e in testa alla classifica dei doni più gettonati si confermano i cioccolatini, seguiti da fiori, peluches, articoli di bigiotteria e gioielli. Complessivamente, tuttavia, il business di San Valentino perderà circa 214 milioni di euro rispetto al 2020, proprio nella sua parte più qualificata di “crescita felice dei consumi”, e cioè quelli dedicati al benessere della persona come viaggi, turismo, ristoranti, terme, ecc. con ripercussioni non solo economiche, ma anche sul benessere psicofisico, sulle occasioni di svago, conoscenza, cultura e convivialità – conclude Assoutenti.