Bonus e fake news, cosa serve sapere per evitare possibili truffe

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Più volte l’Inps ha pubblicato avvisi che smentiscono messaggi circolati su internet o sulle app di messaggistica riguardo agevolazioni che sono in realtà false. Fra queste quelle relative a chi soffre di problemi di diabete o tiroide o quelle che promettono 1.000 euro destinati alle spese funerarie per chi ha perso un parente a causa del Covid-19

Sono tanti i bonus inseriti nella Legge di Bilancio 2021 e previsti dall’Inps, ma altrettanto varie sono anche le fake news riguardo agevolazioni del tutto inesistenti. L’Inps ha più volte dovuto smentire false informazioni circolate su internet o sulle app di messaggistica, in alcuni casi relative a vere e proprie truffe.

A dicembre 2020, per esempio, è circolata la notizia su un Bonus Natale “Io resto a casa”. Il messaggio è arrivato a vari utenti su WhatsApp con l’invito a cliccare su un link per ottenere 120 euro. Si sarebbe trattato di un incentivo riconosciuto dallo Stato ai cittadini che rimanevano a casa durante le festività natalizie e rispettavano le misure anti Covid-19. In realtà si trattava di una truffa.

Il governo non aveva previsto alcuna misura di questo tipo. Cliccando al link, gli utenti venivano riportati a un sito fasullo, in cui veniva chiesto di inserire dati personali, dati finanziari o codici di accesso che poi venivano rubati, ossia un chiaro esempio di phishing, furto dei propri dati sensibili.

L’Inps già a novembre aveva smentito il cosiddetto “bonus Natale”, per poi ribadire la comunicazione il 15 dicembre. Un’altra fake news riguarda un presunto bonus da 1.000 euro per le spese funerarie diretto alle famiglie che hanno perso un parente a causa del Covid-19. La cifra sarebbe dovuta essere erogata dall’Inps che, anche in questo caso, si è trovata a dover chiarire che si tratta di una bufala.

Confusione è stata generata anche riguardo a possibili bonus tiroide o diabete con molti utenti che hanno chiesto l’assegno mensile da 286 euro. In realtà, l’importo fa riferimento all’assegno di invalidità civile che viene riconosciuto a coloro che hanno un grado d’invalidità pari o superiore al 74%. Problemi di diabete o alla tiroide, di per sé, non danno diritto a nulla, a meno che non comportino un grado d’infermità importante dal 74% in su.

Un’altra truffa è circolata ai danni di pensionati ai quali viene richiesta la conferma, tramite Sms, dei dati anagrafici o anche di quelli bancari relativi alla propria posizione Inps. A metà dicembre 2020 l’Istituto di previdenza sociale ha quindi pubblicato sul proprio sito un vademecum con l’obiettivo di segnalare i tentativi di frode e fornire consigli per evitare truffe. (Foto: sito Inps).

Tra le truffe online segnalate dall’Inps ci sono i tentativi di phising, riscontrati appunto riguardo presunti Bonus 600 euro, Natale o altre indennità, in cui vengono inviate false email che invitano ad aggiornare i propri dati personali o le proprie coordinate bancarie, tramite un link cliccabile, per ricevere l’accredito di fantomatici pagamenti e rimborsi da parte dell’Istituto. In alcuni casi il link apre una falsa pagina dei servizi Inps.

Altra frode può avvenire via Sms con link che invitano sempre ad aggiornare la propria domanda Covid-19 o a installare un’app malevola. Questi Sms ed email non sono inviati dall’INPS, anche se a prima vista possono sembrare tali.

I tentativi di raggiro possono avvenire anche tramite una telefonata con un finto operatore Inps o falsi funzionari dell’Istituto che si presentano a casa. Tra i consigli dell’Inps per evitare possibili frodi c’è quello di controllare sempre sul sito ufficiale le informazioni sulle misure in vigore. L’Istituto ricorda inoltre che l’Inps non acquisisce né telefonicamente né via email ordinaria le coordinate bancarie o altri dati che permettano di risalire a informazioni finanziarie. Tutte le informazioni sulle prestazioni sono consultabili esclusivamente accedendo al sito istituzionale.

L’Inps suggerisce quindi di non dare seguito a richieste che arrivino per email non certificata, telefono o tramite il porta a porta; diffidare di qualsiasi persona dichiari di essere un incaricato o funzionario Inps e sostenga di dover effettuare accertamenti di varia natura. Prestare la massima attenzione alle comunicazioni che si ricevono, non cliccare sui link di email di origine dubbia e verificare sempre l’indirizzo di provenienza.





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