Vaccini Covid, prorogato il bando per i primi gazebo a forma di primula. Sale a 45 giorni il termine per realizzarli in tutte le Regioni

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Tempi allungati alla luce dei ritardi comunicati dai produttori di vaccini, fa sapere il commissario straordinario. Valore massimo dell’affidamento 8,6 milioni. Le aziende che partecipano devono presentare un’offerta per almeno 21 strutture, ma il numero definitivo “è in fase di stima” e potrà arrivare a 1.200. Il vincitore dovrà fornire anche la manutenzione degli impianti “con intervento garantito entro trenta minuti dalla chiamata”

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E’ stata prorogata al 3 febbraio la data di chiusura del bando per la realizzazione delle prime “primule“, i padiglioni in cui verranno somministrati i vaccini anti Covid quando la campagna di immunizzazione si allargherà a tutte le fasce di popolazione. La presentazione delle offerte, stando al primo bando, avrebbe dovuto chiudersi il 27 gennaio alle 10 dopo soli sette giorni.

L’ufficio del commissario straordinario ha attribuito la proroga ai ritardi comunicati dalle aziende produttrici dei vaccini, in seguito ai quali “la tempistica della campagna di vaccinazione ha, suo malgrado, accusato dei rallentamenti“.

Modificato anche il termine per il completamento e la consegna dei padiglioni disegnati da Stefano Boeri : dai 30 giorni inizialmente previsti a 45 “al fine di garantire la partecipazione del più ampio numero di imprese”. La gara vale fino a 8,59 milioni di euro e riguarda almeno 21 padiglioni, dunque uno per capoluogo di Regione o Provincia autonoma. Ma il numero definitivo “è in fase di stima” perché dipende anche da “intese con le amministrazioni e istituzioni coinvolte” e potrà arrivare a 1.200. In quel caso chiaramente il costo – circa 400mila euro per ogni struttura – aumenterebbe di conseguenza.

Le primule dovranno essere complete di tutti gli “arredi, anche ambulatoriali”, e le “attrezzature impiantistiche idonee”. La superficie di ogni padiglione a pianta circolare sarà di circa 315 metri quadri. Comprenderanno un‘accettazione e punto informativo in prossimità dell’ingresso, una sala d’attesa, punti di somministrazione e anamnesi, una sala di attesa post vaccino dove si rimarrà circa 15 minuti per il controllo su eventuali reazioni e una sala attrezzata per trattarle, se necessario.

Le aziende che partecipano dovranno essere in grado di realizzarli simultaneamente, rispettando il progetto di Boeri che viene definito “immodificabile”, e dovranno fornire anche la manutenzione degli impianti “con intervento garantito entro trenta minuti dalla chiamata“. Tra i requisiti di capacità tecnico-economica c’è il fatto di aver realizzato forniture analoghe (allestimento di padiglioni o strutture modulari amovibili) per un valore di almeno 154,7 milioni nell’esercizio 2017-2018-2019.


Ilfattoquotidiano.it