Con dad e smart working aumenta il rischio di attacchi hacker

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 Le più attaccate dagli hacker sono le aziende ospedaliere o sanitarie, perché possiedono una quantità enorme e variegata di dati estremamente sensibili. Nel Cyber Risk Index, che valuta la capacità di difesa dei sistemi informatici dei singoli Stati, la media mondiale è di -0,41, sulla quale si attesta anche l’Italia, e gli Stati Uniti risultano tra i paesi più vulnerabili con -1,9. Da questo dato parte il dibattito organizzato dal Dell Technologies e Sms Engineering su ‘Storage per il prossimo decennio e Cyber Security ai tempi della Trasformazione Digitale’. “Il nostro è un livello di warning, di attenzione – spiega l’amministratore delegato di Sms Engineering, Francesco Castagna – ed è il momento di fare attenzione, di attrezzarci sia in termini di procedure, sia in termini di software e hardware”. Per Castagna l’ultimo anno, segnato dalla pandemia, ha accelerato in maniera esponenziale il processo di digitalizzazione, che era in corso già da un paio di anni. “Ma stanno emergendo anche molti problemi – aggiunge – perché è un processo che espone molto le aziende a una situazione di rischio crescente”. I rischi sono tanto più pressanti da quando smart working e didattica a distanza si sono imposti notevolmente nelle attività quotidiane. “A casa si pensa meno a proteggere il proprio modem, il proprio pc – sottolinea ancora Castagna – E le reti domestiche o di piccole aziende sono le più sfruttate per produrre cyber attacchi”. Gli attacchi informatici hanno finalità diverse, pur sfruttando sistemi molti simili. Crimine comune, spionaggio industriale, ma anche terrorismo o strategie di guerra. Le finalità più comuni sono queste, che vengono perseguite essenzialmente in due modi: usare una ‘minaccia dormiente’, come può essere l’infiltrazione di un malware tra i dati che si riproduce nei backup periodici e che si attiva quando chi lo ha prodotto decide di farlo per il furto di dati, oppure la minaccia di distruzione dei dati. “In questi casi le soluzioni sono tre – spiega Matteo Ghielmi, channel account executive di Dell Technologies – rivolgersi alla polizia postale, oppure pagare un riscatto, o ripristinare i sistemi a un attimo prima del disastro”. In questo senso le nuove tecniche di storage inteso come archiviazione e protezione di dati, assumono un ruolo fondamentale nella soluzione dei cyber attacchi. “Bisogna anzitutto avere consapevolezza che la soluzione più innovativa – spiega il presidente della sezione campana di Compagnia delle Opere – non è sempre la più giusta. E’ un momento storico di confronto sul tema della tecnologia, intesa come acquisizione di software e hardware che può migliorare processi e percorsi lavorativi. Oggi occorre confrontarsi su quale sia la soluzione più adatta a quello che cerchiamo”. I dati diventano quindi il patrimonio, l’asset principale di una azienda e i sistemi di archiviazione, condivisione e protezione stanno diventando estremamente flessibili.