Decreto Rilancio, Gualtieri: “Cig in deroga è stata snellita, ora regioni semplifichino. Pagata seconda tranche del bonus autonomi”

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Il ministro dell’Economia in audizione nelle commissioni Bilancio di Camera e Senato: “Grande piano ripresa fatto di riforme e investimenti”. Sugli enti locali: “Pronti se necessario a integrare ulteriormente le risorse stanziate”. Sulle regolarizzazione: “Garantiscono dignità e rispondono alle esigenze del mercato del lavoro”. Nel primo pomeriggio il faccia a faccia con le opposizioni

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Nel corso della sua audizione, il titolare del Mef ha difeso l’impianto del dl Rilancio, definendolo un “grande piano ripresa fatto di riforme e investimenti”. Ci sono innanzitutto le risposte all’emergenza. Come la cassa integrazione in deroga: “Siamo intervenuti per snellire le procedure”, ora “invito le regioni a semplificare il meccanismo” dell’anticipo da parte degli istituti di credito, “rendendo disponibili alle banche gli elenchi della cassa autorizzata”, afferma Gualtieri. Che rivendica anche come lunedì si sia “concluso il pagamento della seconda tranche” del bonus per circa 4 milioni di autonomi. “Chi è rimasto in coda” per dati mancanti della prima mensilità, “riceverà nei prossimi giorni le rate richieste”, aggiunge il ministro dell’Economia.

Gualtieri affronta anche alcuni dei nodi del decreto Rilancio: “Avvieremo da subito un tavolo di monitoraggio delle entrate degli enti locali: siamo pronti se necessario a integrare ulteriormente le risorse stanziate”, spiega il titolare del Mef. Mentre sulla regolarizzazione temporanea dei lavoratori irregolari, che ha a lungo diviso la maggioranza, commenta: “Garantirà soprattutto in questo contesto di emergenza la dignità delle persone, la sicurezza sanitaria, la tutela della legalità e le esigenze del mercato del lavoro”.

Tornando al bonus autonomi, Gualtieri ricorda che salirà per il mese di maggio a 1000 euro e che è confermato anche per i professionisti iscritti alle casse. “Il ministero del Lavoro insieme al Mef sta predisponendo il decreto attuativo per mettere in condizione le casse di erogare i 600 euro nei prossimi giorni e la rata successiva dei 1000 euro”. Per le imprese “l’intervento più rilevante è la cancellazione del saldo 2019 e della prima rata Irap 2020, una misura importante di sostegno, risultato di un dialogo con il mondo produttivo che ha avanzato una richiesta che abbiamo ritenuto giusto sia pure in parte accogliere: riguarderà tutte le imprese fino a 250 milioni e rappresenta un taglio alle tasse da 4 miliardi per circa 2 milioni di imprese”, prosegue ancora il ministro.

Il nuovo decreto, sostiene sempre Gualtieri, contiene anche “alcuni primi elementi importanti che vanno oltre i mesi dell’emergenza, penso alla eliminazione delle clausole di salvaguardia” e all’intervento “su alcuni fattori” per “una ripartenza che sia al passo con le sfide e favorisca la transizione a modelli di sviluppo sostenibile, resilienti e innovativi”. Si tratta, ribadisce il ministro, di un decreto “che per ampiezza e risorse mobilitate è senza precedenti e d’altronde non poteva che essere così vista la portata della crisi che ha investito il Paese e vista la scelta molto chiara del governo di rispondere e reagire a questa crisi con interventi di bilancio e di stimolo economico consistenti e adeguati”.

Per quanto riguarda il supporto alla patrimonializzazione delle imprese da parte dello Stato, il ministro dell’Economia spiega che “gli uffici stanno già lavorando alla elaborazione del decreto attuativo con cui saranno definite condizioni, criteri e requisiti di accesso”. Soluzioni che “dovranno essere discusse con la Commissione europea, con cui le interlocuzioni sono già partite”. Gli interventi del Patrimonio, ricorda Gualtieri, “avranno carattere temporaneo in linea con il quadro del temporary framework e avverranno di preferenza tramite strumenti convertibili che combinano flessibilità, impatto positivo sul rating e sullo standing creditizio dell’impresa beneficiaria”. “Grande attenzione sarà rivolta ai profili relativi a impegni accessori e governance anche per l’ipotesi di intervento al di fuori del temporary framework, su questo naturalmente il governo si confronterà con il Parlamento”, assicura Gualtieri.


IlFattoQuotidiano.it

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