Intel, c’è sempre posto per i pc

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Il pc del futuro sarà ancora più connesso, in grado di adattarsi alle esigenze di chi lo utilizza, avrà intelligenza artificiale incorporata e, non ultimo, un design accattivante, tutti elementi che lo porteranno a restare fondamentale nonostante la diffusione degli smartphone che nel tempo si sono appropriati di funzioni che prima erano esclusivamente sue. Un futuro non troppo lontano: già da qualche tempo i produttori hanno introdotto sul mercato pc che possiedono queste caratteristiche, anche sulla spinta di chi realizza il cuore dei computer come Intel.

«Il pc», racconta a ItaliaOggi Nicola Procaccio, country lead di Intel Italia, «continuerà a essere la piattaforma a cui le persone si rivolgeranno per eseguire le operazioni più complesse. Perciò, nonostante Intel abbia ormai allargato la sua strategia ben oltre i computer, trasformandosi da azienda esclusivamente pc-centrica in azienda data-centrica (soluzioni per il trasferimento, conservazione ed elaborazione dei dati, ndr), continua a innovare i quest’ambito che resta fondamentale per la crescita».

L’innovazione di Intel in ambito pc desktop negli ultimi mesi ha portato alla nascita dei nuovi processori Intel Core di decima generazione pensati per animare le macchine degli utenti più evoluti: creatori di contenuti digitali, professionisti che hanno bisogno di alte prestazioni, hardgamer ovvero videogiocatori incalliti.

Ma è soprattutto sui pc portatili che il lavoro di Intel, con i diversi produttori, si sta facendo sentire. Già dallo scorso anno, infatti, è partito Project Athena, il programma che ha come scopo la nascita dei laptop di nuova generazione, in grado di rispondere alle esigenze degli utenti. «Siamo partiti dal lavoro di ingegneri, sociologi, antropologi, abbiamo studiato le esigenze della vita reale delle persone e sviluppato un programma che indica i requisiti che i pc devono avere, misurati attraverso indicatori chiave dell’esperienza. Solo i prodotti che passano questo esame sono certificati», spiega Procaccio. «I pc devono garantire un accesso immediato, reattività e prestazioni al massimo livello, una durata della batteria per tutto l’arco della giornata lavorativa, funzioni di intelligenza artificiale, connettività 5g all’avanguardia. Non ultimo, devono avere un form factor (dimensioni, forma e altre caratteristiche, ndr) adeguato alle esigenze di utenti in mobilità. Sono un esempio i dispositivi due in uno, notebook/tablet».

Se il pc ha resistito per usi specifici alla grande rivoluzione degli smartphone, è vero che ha dovuto adattarsi ai cambiamenti di abitudini e alle innovazioni portate proprio da questi ultimi. «Proprio grazie al mobile ci siamo tutti trasformati in consumatori sempre raggiungibili ed è per questo che il pc deve in un modo o in un altro favorire le esigenze di ciascuno a prescindere dal dispositivo che utilizza: deve attivarsi immediatamente in uno/due secondi, l’intelligenza all’interno dispositivo permetterà di aggiornare le app anche quando è spento e così via».

Ai dispositivi validati dal programma Project Athena è apposta un’etichetta, «Engineered for Mobile Performance». Finora Intel ha verificato 25 design in base al programma Project Athena da produttori come Dell, HP, Lenovo, Asus, Acer e Samsung e all’ultimo Ces di Las Vegas, dal 7 al 10 gennaio, Intel ha anche annunciato una partnership con Google che ha già portato ai primi due Chromebook verificati. Quest’anno il gruppo prevede di dare il via libera a circa 50 ulteriori design fra Windows e Chrome. L’anno prossimo, poi, arriveranno i pc con integrato un modem 5G grazie alla collaborazione con Mediatek.

Sempre al Ces Intel ha mostrato un’anteprima dei nuovi processori per pc portatili con nome in codice Tiger Lake, dispositivi basati su processori Intel Core che danno vita a nuova categorie di prodotti, tra cui nuovi design a doppio schermo e pieghevoli come il modello Lenovo ThinkPad X1 Fold.

Più in generale, però, il gruppo ha mostrato avanzamenti nell’intelligenza artificiale che aprono la strada alla guida autonoma, a innovazioni per il futuro dello sport e dell’intrattenimento immersivo: quel passaggio da azienda che si concentra solo sui pc a fornitore di soluzioni datacentriche di cui si è detto prima.

Il tutto a chiusura di un 2019 non facile per l’intero settore, a parte i consueti picchi del ritorno a scuola o delle feste. Per questo i risultati dell’ultimo trimestre a livello di gruppo sono stati superiori alle attese, con un +8% nei ricavi (+2% per l’intero anno), oltre metà dei quali proviene ormai dai segmenti di business incentrati sui dati.

Andrea Secchi, ItaliaOggi

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