ArcelorMittal, da oggi c’è la nuova squadra ma la trattativa è complicata

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Si è insediata da questa mattina la nuova squadra di ArcelorMittal Italia con l’organigramma disposto dall’amministratore delegato Lucia Morselli. La novità più rilevante è l’uscita in blocco di tutti i manager stranieri che, a partire dalla fine del 2018, la multinazionale anglo-indiana aveva trasferito a Taranto prelevandoli da vari siti europei. Al loro posto, italiani, fatta eccezione per la funzione di Chief Financial Officer che resta ad uno straniero. E oggi c’è stata una nuova riunione tra Ilva e ArcelorMittal circa il futuro dell’azienda. La scadenza del 31 gennaio, entro la quale le parti si sono impegnate a dare sostanza e contenuti al preaccordo raggiunto il 20 dicembre a Milano, è alla fine di questa settimana e ad oggi non si vede ancora un approdo positivo. Fonti vicine al dossier spiegano che ArcelorMittal e Ilva restano distanti su vari temi e quindi è molto probabile che alla fine sia il Governo a dare una stretta finale o in un senso o nell’altro. Resta sul tappeto la questione degli esuberi. Con ArcelorMittal che ne vuole 3mila rispetto ai 10700 ora in organico (ma secondo alcune fonti si andrebbe anche attorno ai 3500) e il Governo che sbarra la strada ad una ipotesi del genere, sostenendo che al massimo ci possono essere 2mila esuberi ma tenporanei, da gestire con la cassa integrazione e poi far rientrare e non licenziare. ArcelorMittal avrebbe poi avanzato altre richieste come l’intervento pubblico per il rifacimento degli attuali altiforni che restano in funzione e l’uso delle risorse del cosiddetto patrimonio dedicato. Si tratta delle risorse affidate all’amministrazione straordinaria Ilva e provenienti dalla transazione di circa un miliardo fatta qualche anno fa con i Riva, ex proprietari della fabbrica. Risorse che devono essere destinate alla bonifica, a cura dei commissari, relativa a tutte le aree esterne al perimetro produttivo consegnato ad ArcelorMittal. In quanto alla squadra che ha debuttato oggi, circa la presenza di un solo straniero, il posto che alla finanza era di Steve Wampach, viene preso da Sushil Jain, indiano, attualmente Performance Steering Support and Spend Control. Loris Pascucci, giovane ingegnere, sinora a capo degli altiforni, è invece il nuovo leader del gruppo e capo delle operazioni unificando sotto di se le funzioni prima attribuite a Stefan Van Campe, direttore dell’area primary (l’area a caldo), e a Wim Van Gerven, Chief Operating Officer, che hanno lasciato entrambi Taranto. Otto gli stranieri della prima linea che hanno lasciato ArcelorMittal Italia “e le loro nuove posizioni all’interno del Gruppo ArcelorMittal saranno presto annunciate”. Ma in realtà gli stranieri usciti dal siderurgico sono di più se si considera quelli che fanno parte delle linee sottostanti la prima e anch’essi a capo di specifiche funzioni. Quello che è partito è il cambio della guardia più rilevante avvenuto in fabbrica dopo quello effettuato da ArcelorMittal Italia col subentro all’amministrazione straordinaria a novembre 2018. I primi importanti cambiamenti c’erano già stati a fine ottobre scorso con l’arrivo di Morselli (al posto di Matthieu Jehl) e di Ferrucci (al posto di Annalisa Pasquini). Adesso c’è una squadra italiana che dovrà gestire la “nuova” Ilva anche se i sindacati ritengono che questo sia in realtà il disimpegno di Mittal dalla gestione. E lo dimostrerebbe, per i sindacati, il fatto che eccetto la parte finanziaria, nessun uomo di Mittal ora ha più le leve del comando. A ciò, si evidenzia in ambito sindacale, si aggiungano le evidenti difficoltà nel negoziato che non riesce a fare apprezzabili passi avanti, il che deporrebbe a favore della tesi secondo cui ArcelorMittal si appresterebbe a negoziare una specie di risoluzione concordata anziché il rilancio della sua presenza operativa a Taranto. Infine, le rappresentanze lavoratori della sicurezza (rls) hanno chiesto un incontro all’azienda per avere chiarimenti in merito a quanto avvenuto ieri sera, quando l’accensione delle torce – a seguito di una procedura di sicurezza scattata in alcune aree dello stabilimento – ha determinato delle fiammate, visibili anche dalla città, la colorazione rossastra del cielo e un odore pesante nell’aria. ArcelorMittal ha spiegato che le torce sono scattate le bruciare il gas accumulato nei gasometri – l’azienda ha parlato di eccessivo riempimento – e che non ci sono stati danni a persone e cose, nè sono stati superati i valori Aia, l’Autorizzazione integrata ambientale. 

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