Per Slow Food, Taranto è un riferimento per la biodiversità

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Slow Food punta su Taranto per valorizzare il progetto della biodiversità. “Taranto Terra Madre” è il progetto messo in campo che sarà sviluppato l’anno prossimo. “Trasformare le città affinché diventino insediamenti umani più inclusivi e sostenibili è un’impresa impegnativa che esige nuove idee e paradigmi. Taranto può diventare il punto di riferimento affinché altre città inizino questo percorso virtuoso e in questi tempi incerti e difficili un esempio come quello di Taranto può essere di grande aiuto ha dichiarato Carlo Petrini, presidente dello Slow Food, intervenuto insieme a Piero Sardo, presidente della Fondazione Slow Food per la Biodiversità Onlus, in un dibattito sul web dedicato all’iniziativa che nell’ambito di “Terra Madre Salone del Gusto 2020” mette a confronto le città che hanno fatto leva sulla crisi e sulle difficoltà per ripartire e riprogettarsi puntando su sostenibilità, cultura, educazione e bellezza.
Per Taranto, Slow Food si focalizza sul mare e in particolare sulla mitilicoltura, per la quale è stata creata la “Comunità Slow Food della cozza tarantina”. Il progetto, intrapreso insieme all’amministrazione comunale di Taranto – è stato evidenziato – “porterà alla creazione del Presidio Slow Food della cozza tarantina. Un passo importante in questo percorso è stato compiuto con la sottoscrizione del protocollo d’intesa tra il Comune di Taranto e l’azienda Novamont”. È così ufficialmente partito il progetto sperimentale “Plastic Free” nel Mar Piccolo di Taranto, che prevede l’uso di retine biodegradabili e compostabili, realizzate in Mater-Bi, per la coltivazione dei mitili tarantini.  “Un esempio virtuoso di blue economy che si inserisce perfettamente nel quadro strategico di Ecosistema Taranto”, è stato definito. “Taranto risponde alla monocoltura siderurgica valorizzando la biodiversità e l’ecosistema mare ed è la strada giusta” ha dichiarato  Elena Granata, esperta di sostenibilità ambientale, associata di Urbanistica del Politecnico di Milano. Mentre per Leonardo Becchetti, ordinario di Economia politica all’Università Tor Vergata (Roma) e consigliere economico del ministro dell’Ambiente, “Taranto è un luogo che in questo momento può attrarre grandi risorse come il Next generation Eu e i Btp verdi dello Stato italiano, concentrate sulla transizione ecologica. Fondamentale – ha aggiunto Becchetti – è farsi trovare pronti con buoni progetti in grado di rivitalizzare la biodiversità di cui la città è ricca ma che è stata soffocata in passato”. Infine per il sindaco Rinaldo Melucci “è arrivato il momento per Taranto di raccogliere una sfida importante: diventare laboratorio di sperimentazione per l’utilizzo dei programmi italiani ed europei come l Next generation Eu”.  “Dal 2017 – ha infine rilevato il sindaco – lavoriamo per sviluppare un modello che risponda all’Obiettivo 11: città sicure, inclusive, resilienti e sostenibili, dell’Agenda 2030 dell’Onu, recuperando le radici legate al porto, al mare, all’enogastronomia”.