“Adotta una vite”, una nuova idea per il turismo in Campania

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Nasce in Campania “Adotta una vite”, il progetto di “Vitigni Irpini”. L’idea di due avellinesi, maturata durante il lockdown di marzo dovuto alla pandemia Covid19, è diventata realtà grazie al sito www.vitigniirpini.com. Adottare una vite, un singolo filare di vigna con i suoi grappoli, seguendo passo dopo passo le diverse fasi della crescita fino all’imbottigliamento, e ricevere a casa, il “proprio” vino. È questo il cuore del progetto enoturistico di “adozione a distanza” che approda in una delle zone vitivinicole più pregiate d’Italia: l’Irpinia con le sue tre storiche Docg Taurasi, Fiano di Avellino e Greco di Tufo. Nasce così il sito www.vitigniirpini.com il portale di riferimento per chi ama il vino made in Irpinia e per chi vuole provare l’esperienza di veder crescere il proprio filare fino a diventare vino. Vitigni Irpini è un progetto di promozione turistica del territorio ma anche un wine shop e un portale dove poter degustare online i vini con i produttori. L’Irpinia è una terra ricca di tradizioni culturali ed enogastronomiche. E’ la prima zona del Sud Italia ad aver avuto la DOCG, nel 1993 con il Taurasi; nel 2003 con Fiano di Avellino e Greco di Tufo. Ancora oggi è la prima che vanta tre DOCG. Chi arriva in Irpinia può assaggiare almeno 80 diversi tipi di Taurasi, 60 di Fiano di Avellino e altrettanti di Greco di Tufo. Diversi per caratteristiche da vigneto a vigneto, per l’esposizione al sole, dal clima che cambia nel raggio di pochi chilometri, per la lavorazione e la filosofia della cantina; ognuno con la sua personalità. Dietro a ogni singola bottiglia di vino, che arriva sulle nostre tavole, c’è tanto da scoprire, a partire da chi lo lavora. Il progetto nasce nel 2018 dalla pagina social “Vitigni Irpini” un modo innovativo per promuovere, attraverso degustazioni online con le aziende vinicole, il territorio irpino. L’idea ben accolta sia dai produttori, sia dai professionisti del settore, sia da semplici appassionati del mondo del vino. Dopo due anni di lavoro intenso, tra incontri e webinar con i produttori vinicoli, a marzo 2020, in pieno lockdown, nasce l’idea “Adotta una vite” che dal 16 dicembre è realtà.