Luca Giordano “torna” a Napoli con una mostra

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“Dopo quasi 30 anni Luca Giordano torna a Napoli, con una mostra aperta alla città, realizzata con l’idea invogliare i visitatori ad andare in giro per Napoli per ammirare le sue opere”. Il direttore del museo di Capodimonte, Sylvain Bellenger, mette in evidenza questo aspetto nel presentare l’esposizione del pittore del XVII secolo, in programma fino al 10 gennaio 2021. Bellenger ricorda come questa mostra sia partita dal Petit Palais di Parigi. “Non era mai stato nella capitale francese ed era fondamentale portarlo lì – sottolinea – anche se per Napoli abbiamo deciso di fare un racconto diverso, molto più stretto, più concettuale, focalizzato sui rapporti tra un’opera e l’altra, provando a fare capire come Giordano sia stato un grande pittore di affreschi”. A differenza di Caravaggio, ragiona Bellenger, che “si capisce molto meglio in un museo che in una chiesa, Giordano si capisce meglio con l’architettura”.Anche il curatore della mostra, Stefano Causa, rimarca con orgoglio il fatto di aver riportato Giordano a Napoli dopo un lungo periodo. “E’ il più grande pittore napoletano del ‘600 e uno dei grandi geni visionari della cultura barocca europea – spiega – ha lavorato anche a Venezia, Firenze, Roma e ha passato molti anni in Spagna. La grande cultura spagnola tardobarocca viene accesa dal motore di Giordano. Uno dei grandi geni spagnoli come Goya non si spiegherebbe senza la conoscenza di Luca Giordano”. Come evidenziato da Bellenger, anche Causa assicura che “una mostra su Giordano si immagina solo andando a vedere gli affreschi. Abbiamo immaginato questa mostra come una sorta di invito alla conoscenza di questo maestro e al viaggio – aggiunge – attraverso i musei di Napoli, le chiese, da San Gregorio Armeno ai Gerolamini, a San Martino, ma anche per l’Italia e per l’Europa”. In un periodo difficile anche per la fruizione dell’arte e della cultura, il direttore di Capodimonte sottolinea come, in questo momento, ci siano “cinque mostre attive al museo, come non era mai successo nella storia. Tutte le stanze sono aperte – prosegue – solo una, quella del ‘900, viene aperta solo nel fine settimana. Tutti i luoghi sono accessibili in piena sicurezza e in piena tranquillità. E’ un momento da sogno per visitare Capodimonte, non ci sono le folle, è come una visita privata per ogni visitatore, quindi invito tutti ad approfittare di questo lusso”.