Tesla: inarrestabile punta la soglia dei 2.000 dollari e saluta P&G

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Con una market cap di oltre 340 miliardi, Tesla sta scalando l’olimpo dei titoli globali a maggior capitalizzazione. Come riporta un articolo di Bloomberg, la società guidata da Elon Musk, con una market cap di 342 miliardi di dollari ha scalzato il gigante Procter & Gamble (336 miliardi usd) e si appresta a raggiungere WalMart, il gigante USA della grande distribuzione organizzata che capitalizza attualmente 384 miliardi usd. Un obiettivo neanche lontano visto che basterebbe a Tesla crescere un po’ più del 10% dai valori attuali. Quasi nulla per un titolo che da inizio luglio ha guadagnato circa il 70%, passando da poco più di 1.000 dollari a 1.835 dollari, e da inizio anno il 338%.

A guidare l’equity story del titolo diversi fattori, alcuni inerenti alla società e alle prospettive dell’elettrico, altre alla figura di Musk e al suo ruolo di incubatore di tecnologie all’avanguardia e in parte al contesto attuale dei mercati inondati di liquidità delle banche centrali. Sicuramente infatti l’Hi-Tech americano è stato il principale beneficiario degli investimenti sia degli investitori istituzionali che privati. Ricordiamo ad esempio il colosso giapponese SoftBank che di recente ha investito circa 3,9 miliardi di dollari in 25 delle più grandi aziende tecnologiche del mondo tra cui Amazon.com, Tesla, Netflix e Alphabet.

Anche i risultati del secondo trimestre 2020 di Tesla hanno contribuito. Ricordiamo infatti che con un fatturato trimestrale di oltre 6 miliardi, Tesla ha battuto il consensus circa del 12%. Anche in termini di utili, i conti hanno superato le attese degli analisti che si aspettavano un rosso di 35 milioni, contro un dato effettivo positivo per 451 milioni. Certo i conti hanno beneficiato anche dei regulatory credits per 428 milioni nel secondo trimestre, ma un’EBITDA margin del 20% nel quarter è pur sempre un gran bel risultato, soprattutto se confrontato con il 9% del pari periodo 2019. Cresce anche la generazione di cassa con la cassa operativa a 964 milioni. Gli investitori poi si attendono un importante sviluppo del mercato cinese. La Cina infatti è un mercato chiave per la Tesla, e la società Elon Musk sta incrementando la produzione in questo paese dopo aver iniziato le consegne dal suo massiccio stabilimento di Shanghai intorno all’inizio dell’anno. Diversi esperti del settore elettrico infatti ritengono che la penetrazione di questa tipologia di veicoli è destinata a crescere significativamente nei prossimi 12-18 mesi.

Sul titolo gli analisti finanziari non sono ancora molto convinti. Da inizio anno infatti sono diminuiti i sell, ma anche i buy. Cresciuti invece gli hold. In particolare, di 36 analisti che seguono il titolo, 6 sono buy, 17 hold e 13 analisti consigliano di vendere. Il target price medio è ben distante dai prezzi attuali a 1.199 dollari, inferiore del 35% circa dai prezzi attuali.

Graficamente il titolo rimane impostato positivamente nonostante la grande corsa e Tesla ormai sembra aver messo nel mirino i 2.000 dollari. Il supporto di breve più importante invece è distante, a 1.366 dollari. In caso di break il titolo potrebbe tornare prima verso 1.180 e poi a 1.000 dollari.

Finanza.com