Coronavirus, danni per tutti. Anche per il settore energetico

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La Covid-19 ha cambiato notevolmente il panorama dell’economia globale, ed anche il settore energetico ne ha risentito; la domanda di energia è diminuita come prima conseguenza del rallentamento dell’economia mondiale: -3,8% nel I trimestre 2020 sull’anno precedente. È rileva il nuovo Med & Italian Energy Report, lavoro di ricerca annuale frutto della collaborazione tra Srm (Centro Studi collegato al Gruppo Intesa Sanpaolo) e l’Esl@Energy Center del Politecnico di Torino. Per tutto il 2020, sottolinea il report, si stima una contrazione della domanda pari al 6%. L’impatto del Covid-19 sulla domanda di energia nel 2020 sarebbe oltre 7 volte più grande rispetto a quello avuto dalla crisi finanziaria del 2008-2009. Secondo il rapporto, il nostro Paese è ancora fortemente dipendente dall’estero per le importazioni di combustibili fossili, cosa che lo rende vulnerabile quanto a sicurezza energetica. La dipendenza è pari al 74,5%. La modalità di trasporto con cui i combustibili fossili Oil & gas vengono spostati – si legge ancora – è prevalentemente quella marittima. I primi 5 porti (Trieste, Cagliari, Augusta, Milazzo e Genova) rappresentano il 69% dell’intero traffico liquido nazionale e Trieste, con 43,3 milioni di tonnellate, si conferma lo scalo italiano che movimenta i volumi più elevati. I porti del Mezzogiorno rappresentano il 44% del traffico Oil nazionale. 
“La sfida che ci attende è quella della decarbonizzazione – ha detto Guido Saracco, rettore del Politecnico di Torino – anche i dati contenuti in questa analisi ci confermano che stiamo assistendo a modifiche nei consumi di energia e nei comportamenti degli utenti, in questi mesi influenzati in modo sensibile anche dall’emergenza sanitaria. Una collaborazione come quella con SRM e Joint research Center può contribuire a rispondere a queste mutate esigenze”.
Il rapporto “sviluppa il tema energetico nella logica Euro-Mediterranea nella quale l’Italia ha da sempre svolto un ruolo di ponte – ha spiegato da parte sua Massimo Deandreis, direttore generale, Srm – finora principalmente nell’ambito delle fonti fossili, petrolio e gas, grazie ai grandi player nazionali e al rilevante interscambio energetico gestito dalla portualità nazionale. Ma oggi siamo difronte ad una sfida nuova. Le tecnologie che rendono più efficaci le fonti rinnovabili offrono l’opportunità di una nuova partnership tra Europa e Sud Mediterraneo basata sulla transizione energetica, in cui l’Italia ritrovi il suo ruolo strategico. Il nostro Report offre una visione ampia e interdisciplinare, ma anche idee e spunti per le politiche. E si accompagna ad uno strumento di analisi dinamica e personalizzata di grande utilità che mettiamo a disposizione dei player energetici”.