La triste normalità di Siena senza palio

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 Piazza del Campo ha l’aspetto dei giorni normali. Turisti italiani e qualche straniero seduti ai tavoli dei bar e  dei ristoranti che hanno deciso di tornare alla loro attività, senesi che si affacciano a dare uno sguardo deluso ad un luogo che dalla mattina del 29 giugno fino alla sera del 2 luglio  storicamente è il teatro del palio. Giorni normali a Siena di questo inizio luglio però non sono. Il teatro è chiuso e lo spettacolo, causa  Covid è stato sospeso.  L’ultima volta in cui il palio non  si è corso è stato nel periodo dell’ultima guerra. I contradaioli sono rimasti   nel rione, i cavalli nelle stalle dei proprietari, salvo qualche passeggiata  nel centro storico  della città dove lo scalpiccio degli zoccoli ha  provocato molta nostalgia. In tempo di palio la vita della città è  scandita dai tempi precisi. L’assegnazione dei cavalli alle dieci contrade partecipanti, le prove della mattina e del pomeriggio, la benedizione nella chiesa della contrada del cavallo e del fantino prima della corsa,  il corteo storico, la corsa, la festa di chi vince, la rabbia degli sconfitti. Tutto questo  non c’è. L’epidemia di coronavirus  ha indotto il comune di Siena che organizza il palio e le contrade a decidere unanimemente  a rinunciare alle corse del due luglio e del 16 agosto, sperando forse, ma è una speranza molto flebile, in una edizione straordinaria  tra settembre e ottobre in caso di situazione sanitaria sicura. Se fosse solo una corsa normale il palio potrebbe essere  anche disputato magari a porte chiuse,  come una qualsiasi partita di calcio.