Stati generali, Farina (ANIA): la gestione del rischio pandemico impone scelte importanti e profonde

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Ieri agli stati generali voluti dal premier Conte è intervenuta Maria Bianca Farina, nella foto, presidente di ANIA. Nell’occasione, Farina ha ricordato che la nazione si trova ad affrontare una difficile crisi economica. Per il presidente una crisi di così forte impatto può essere “anche l’occasione per impostare un nuovo corso dei rapporti tra Stato, sistema produttivo, famiglie”. In uno scenario così particolare, Farina ritiene che sia decisivo “avere chiaro il contributo che può arrivare dai capitali privati nazionali. La gestione del rischio pandemico impone scelte importanti e profonde, veri e propri cambiamenti in assetti regolatori e procedurali”. Farina ha poi annunciato che ANIA “si è fatta promotrice di un progetto innovativo di investimento in infrastrutture che, con il coinvolgimento di tutti gli attori chiave, intende facilitare l’intervento dell’industria assicurativa in un settore di vitale importanza per il Paese”. Tra le richieste di ANIA al governo, c’è quella di rilanciare la previdenza integrativa, che ha bisogno di raggiungere una platea più ampia di cittadini. Per ANIA è necessaria una revisione organica della normativa r.c. auto. Per quanto riguarda la questione delle catastrofi naturali, ANIA chiede di realizzare una partnership pubblico-privata. Il presidente ha poi illustrato una proposta innovativa sulla sanità che riguarda la questione del Long Term Care, ossia che protegge l’assicurato dal rischio di non autosufficienza. Per Farina si potrebbe creare la un fondo di avviamento strutturale che “aiuti gli assicuratori a fornire polizze accessibili a una popolazione più giovane e che sussidi le fasce economiche più deboli”. Farina ha poi concluso, con l’annuncio della nascita di “un Comitato di eminenti esperti con l’obiettivo di individuare possibilità e modalità, sempre in un’ottica di partnership pubblico-privato, di coprire anche con strumenti assicurativi alcuni effetti che eventuali future pandemie potrebbero produrre, in termini di danni o di nuovi servizi necessari, a persone, famiglie e imprese. L’esito di questo lavoro sarà presentato al Governo perché valuti, con le eventuali variazioni e/o integrazioni, la validità del modello proposto per il nostro Paese”.