La Fed annuncia un quantitative easing illimitato, le Borse migliorano ma restano deboli

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Da Airbus a Shell e Total: tagliati dividendi e investimenti. Le valute emergenti perdono terreno nei confronti del dollaro bene-rifugio, che comunque perde smalto dopo le crepe tra Repubblicani e Democratici sul maxi piano di stimoli Usa. Tiene Tokyo, male le altre Borse asiatiche. Per l’Eurozona si preannunciano due trimestri da record negativo

La Fed interviene al massimo della sua potenza, cercando di invertire il corso di una giornata ancora difficile per i mercati finanziari dopo che le vendite hanno già colpito i listini asiatici in mattinata.

La Banca centrale americana, che già nelle ultime settimane aveva tagliato il costo del denaro di nuovo ai minimi storici e iniettato liquidità sui mercati, ha deciso di nuovamente il paracadute, annunciando una serie di nuove misure a sostegno dell’economia e per facilitare il funzionamento dei mercati finanziari: fra queste, acquisti illimitati di Treasury e altri titoli, ovvero la possibilità di un Quantitative easing illimitato. Garantito anche un programma da 300 miliardi, con 30 di garanzie pubbliche, per far fluire credito verso famiglie e imprese.

Notizie che risollevano le Borse europee e i future su Wall Street, nel giorno in cui la Borsa di New York ha chiuso il trading floor per portare tutte le contrattazioni solo sul canale digitale ed evitare contagi. Fin lì in ampio ribasso, Milano scivola dello 0,3% dopo l’annuncio della Fed. Stessa dinamica sulle altre Piazze, che riducono i guadagni pur restando deboli: Francoforte recupera a -0,3%, Londra arretra dell’1,4 e Parigi dello 0,7 per cento. Su Piazza Affari soffre Cnh Industrial dopo le dimissioni del ceo, mentre Diasorin tiene meglio degli altri sull’aspettativa di un test per diagnosticare rapidamente il virus.

Sale lo spread tra Btp e Bund tedeschi: il differenziale di rendimento si assesta poco sotto 200 punti base a metà giornata.

La diffusione sempre più ampia del coronavirus, soprattutto negli Stati Uniti, pesa sempre più sulle prospettive di crescita globali mentre emergono i primi dissensi (emersi nel fallimento di un voto procedurale al Senato) tra Democratici e Repubblicani su come indirizzare il maxi-piano fino a 2 mila dollari di aiuti che la Casa Bianca vuole mettere in campo per contrastare la recessione. Non hanno aiutato, nel fine settimana, le parole del presidente della Federal Reserve di St. Louis, James Bullard, che a Bloomberg ha preannunciato la possibilità di vedere la disoccupazioe americana schizzare dal 3 al 30%, in vista di uno “shutdown” programmato delle attività economiche. Il segretario al Tesoro americano, Mnuchin, ha invitato i partiti ad approvare il piano, assicurato che si è vicini all’accordo e detto che il governo ha allo studio la possibilità di entrare direttamente nelle aziende Intanto, in Germania, il governo ha varato un piano da 156 miliardi di deficit aggiuntivo.

Continuano inoltre gli annunci di sospensione o revisione delle attività. Airbus, ad esempio, ha cancellato il dividendo 2019 e annullato le previsioni per l’anno in corso a causa della pandemia. Shell, la compagnia petrolifera, ha tagliato il monte investimenti previsto di 5 miliardi. Decisione simile dalla concorrente Total: forbici su piani per 3 miliardi.

Sul fronte valutairo, il dollaro continua a esser il riferimento in queste fasi di incertezza a danno delle divise dei mercati emergenti, che hanno segnato pesanti ribassi pregiudicando le sedute dei rispettivi mercati azionari. L’euro si rafforza comunque contro il biglietto verde, in particolare dopo l’impasse al Senato americano sul piano di stimoli. La moneta europea passa di mano a 1,0750 dollari e 118,90 yen. Dollaro/yen giù a 109,90. Biglietto verde va comunque vicino ai massimi da 11 anni sul kiwi neozelandese e e verso il top da 17 anni sul dollaro australiano.

Nel pomeriggio si segnalano due appuntamenti comunitari importanti: una conference call tra i ministri finanziari dei 27 membri Ue per fare il punto sulle misure dell’emergenza e la fiducia dei consumatori dell’Eurozona, il primo dato ufficiale che darà una misura del contraccolpo economico della pandemia. A guardare dal consensus tra economisti di Bloomberg, è meglio prepararsi al peggio: con una stima (per ora) di un primo trimestre con Pil a -3%, seguito da un -2,4% nel secondo periodo dell’anno, siamo in carreggiata per la peggior performance di sempre dell’Eurozona.

Sui listini asiatici domina il rosso, ad eccezione della Borsa di Tokyo che è salito del 2,02%, per la possibilità che le Olimpiadi in Giappone non siano cancellate ma solo rinviate. Balzo di SoftBank, che ha avviato un piano miliardario di dismissioni. Più in generale è l’impatto del coronavirus a far paura, con circa un miliardo di persone a casa, le attività non essenziali chiuse in decine di Paesi e i morti che a livello globale hanno raggiunto le 14.300 unità. Le azioni alle Borse cinesi hanno chiuso in ribasso: Shanghai del 3,11%, Shenzhen del 4,52%. Ancora pesantissima Seul, che ha perso il 5,34 per cento.

Tra le materie prime, continua la debolezza del petrolio: sui mercati asiatici i future sul Light crude Wti avanzano di 9 cent a 22,72 dollari e quelli sul Brent cedono di 96 cent a 26,02 dollari al barile. Anche l’oro, che nelle ore precedenti si era attestato in calo, torna a salire e si riporta sopra quota 1.500 dollari l’oncia spinto dalle misure della Fed: il metallo prezioso sale del 2,8% a 1.526 dollari l’oncia.

LaRepubblica