Coronavirus, crollano i voli in tutto il mondo: i nostri scali sempre più vuoti

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L’emergenza coronavirus costerà carissima anche al settore del trasporto aereo. Un colpo «senza precedenti». Le misure restrittive messe in campo dai governi per contenere il contagio e la paura che si diffonde in tutto il mondo svuotano aerei e scali. Con le compagnie che tagliano voli per mancanza di viaggiatori e gli aeroporti che registrano cali di passaggeri con punte del 60% negli ultimi giorni. Alitalia ha già ridotto l’offerta di posti di oltre il 20% su tutta la sua rete, cancellando tratte e frequenze dei collegamenti in tutto il mondo. Per Lufthansa, che aveva già messo a terra 150 aerei, la riduzione della capacità è del 25%, corrispondente a 7.100 voli in Europa. La decisione, ha spiegato il vettore tedesco, è stata presa «a causa delle eccezionali circostanze causate dalla diffusione del coronavirus».

La Iata, l’organizzazione che riunisce le compagnie di tutto il mondo, stima che il comparto del trasporto aereo perderà ricavi per una cifra che oscilla tra 63 e 113 miliardi di dollari (tra 56 e 100 miliardi di euro) a causa dell’impatto del calo dei passeggeri. «La svolta degli eventi a seguito di Covid-19 è quasi senza precedenti», si legge nel rapporto dell’associazione, le cui previsioni oscillano in modo così ampio perché tracciano due scenari, uno con un danno provocato dall’epidemia limitato solo ad alcuni mercati e uno più ampio. La Iata ha quindi rivisto in deciso peggioramento le stime diffuse il 20 febbraio scorso in cui si calcolava un calo dei ricavi di 29 miliardi di dollari «sulla base di uno scenario che avrebbe visto l’impatto di Covid-19 in gran parte limitato ai mercati associati alla Cina. Da quel momento, il virus si è diffuso in oltre 80 paesi e le prenotazioni in avanti hanno subito gravi ripercussioni sulle rotte oltre la Cina». Una situazione preoccupante che ha spinto l’associazione a chiedere ai governi sussidi, tagli delle tasse sui passeggeri e sospensione delle regole sull’uso degli slot.

Anche Alitalia intanto riduce i collegamenti. Praticamente dimezzati i voli da Linate a Roma, che passano da 19 a 10, ridotti da 4 a 3 quelli da Malpensa alla Capitale e cancellati i tre tra Bergamo e Fiumicino. Stop totale anche alle rotte verso Beirut, Tel Aviv, Mauritius, Tokyo Narita, mentre vengono ridotte le frequenze dei voli intercontinentali diretti a San Paolo, Washington, Johannesburg, Mexico, Boston, Nuova Delhi, Los Angeles, Miami, Tokyo Narita e da Malpensa su New York. Cancellazioni spot sono previste anche sui collegamenti più brevi da Roma per molte capitali europee fra cui Atene, Belgrado, Bruxelles, Budapest, Praga e Varsavia. Ma nella lista ci sono anche Algeri, Mosca e Cairo. Nei giorni scorsi Ryanair aveva già ridotto il piano dei voli per la Penisola e il taglio arriva al 25%. Wizzair, altra low cost specializzata sui collegamenti con l’Europa orientale, già a fine febbraio aveva ridotto del 60% della capacità totale dei voli verso l’Italia.

Anche negli aeroporti della Penisola la crisi si sente. L’aeroporto romano di Fiumicino a febbraio, quando l’emergenza non era ancora conclamata (anche se i termoscanner per misurare la temperatura sono arrivati allo scalo Leonardo da Vinci già dal 4 del mese scorso), il calo del traffico aereo è stato dell’11%. Una flessione che negli ultimi giorni si è accentuata ancora di più. Nei due scali milanesi di Linate e Malpensa dal 15 febbraio al 2 marzo si è registrato una diminuzione dei passeggeri del 49,7%. E nella sola giornata di martedì del 65%. Meno gente viaggia ma sono anche le compagnie a cancellare i voli: su Milano sono già una ventina ad aver deciso lo stop. A Bergamo, l’aeroporto di Orio al Serio, nell’ultima settimana segna una riduzione del 30% (anche qui con una punta del 60% martedì), dovuta soprattutto a passeggeri con il posto prenotato che non si presentano all’imbarco. Molti voli partono «praticamente vuoti – afferma il segretario della Filt-Cgil di Bergamo, Marco Sala – oltre 400 sono stati già cancellati da Ryanair dal 17 marzo fino ad aprile. Dai delegati sindacali della società di handling Ags che opera con WizzAir, Pegasus e AirArabia veniamo a conoscenza di un calo dell’85% per il prossimo mese: WizzAir ha, infatti, cancellato tutti i voli fino al 2 aprile, Pegasus fino a fine marzo e AirArabia li ha dimezzati».

Intanto il coronavirus ha contribuito al collasso di Flybe, altra compagnia a basso costo britannica già da tempo in difficoltà: ieri tutti i voli sono stati cancellati e la società ha invitato i passeggeri che avevano comprato i biglietti a non andare in aeroporto.

Il Messaggero