Le ultimissime. Roma E-Prix, presentato il piano della mobilità dell’edizione 2020

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E’ stato presentato il piano di mobilità per l’edizione 2020 del Roma E-Prix. Si è svolto infatti il consueto appuntamento che riunisce i responsabili della mobilità aziendale, imprese e referenti delle scuole del quartiere Eur in un tavolo di confronto con l’Amministrazione capitolina, le realtà territoriali e gli organizzatori di Formula E. A introdurre l’incontro, svoltosi nella sede del Palazzo dei Congressi dell’Eur gli Assessori allo Sport, Politiche Giovanili e Grandi Eventi cittadini Daniele Frongia e alla Città in Movimento Pietro Calabrese che hanno lasciato la parola ai tecnici di Roma Capitale per la Mobilità, agli organizzatori e a Eur Spa e Rome Convention Group.
L’obiettivo è stato quello di illustrare i principali interventi previsti dal piano della mobilità dell’evento così da consentire l’adozione di misure organizzative che possano contenere il disagio di dipendenti e addetti.
Come lo scorso anno, oltre alle Associazioni di Categoria, alla rete degli operatori economici e alle strutture scolastiche dell’Eur, sono stati coinvolti anche i referenti delle piccole e medie imprese che insistono sul territorio. Al centro del tavolo la condivisione di strategie di impatto della viabilità e mobilità durante l’evento del Rome E-Prix nel giorno 4 Aprile 2020.L’evento sarà preceduto e seguito dalle operazioni di allestimento e smantellamento del circuito che comporteranno la progressiva modifica dell’assetto della viabilità, della sosta e dei percorsi delle linee bus in alcune strade del quartiere. Invariato il tracciato di gara di 2,8 km tra Via Cristoforo Colombo e il Palazzo dei Congressi. L’area è stata suddivisa in due anelli, uno più interno ed uno più esterno al circuito di gara nei quali è prevista la chiusura totale al transito veicolare e parziale al transito pedonale. Resta invece interdetto l’accesso all’area del Paddock di Piazza dell’Industria, per tutto il periodo dal 23 Marzo al  9 Aprile. In dettaglio, da Giovedì 2 Aprile dalle ore 20.30 a Lunedì 6 Aprile alle 5.30 è vietato il transito veicolare nei due anelli più esterni, mentre è consentito l’ingresso pedonale a tutti. Per i soli tratti del circuito fuori da Via Cristoforo Colombo e Via delle Tre Fontane (Viale Asia, Via Stendhal, Piazzale Kennedy, Viale dell’Industria, Viale dell’Agricoltura e Viale della Civiltà del Lavoro) la chiusura partirà alle 16.00 sempre del 2 aprile. Sabato 4 Aprile dalle 5.30 alle ore 20.30 permane il divieto di transito veicolare ed è consentito esclusivamente l’accesso pedonale a tutti nell’anello più esterno e soltanto ai possessori di titolo di accesso valido per l’anello più interno.
Da Sabato 4 Aprile dalle 20.30 a Lunedì 6 Aprile alle 5.30 è vietato il transito veicolare in entrambi gli anelli e consentito l’ingresso pedonale a tutti in entrambi gli anelli. Saranno attivati tutti i canali di comunicazione con i diversi soggetti coinvolti: ANAS e Autostrade per avvisare già sul GRA e sulle autostrade in penetrazione a Roma delle chiusure, WAZE per instradare gli utenti su itinerari alternativi a via Cristoforo Colombo.  

All’interno dei porti di Pesaro, Ancona, Falconara Marittima, San Benedetto del Tronto, Pescara e Ortona lavorano complessivamente 9 mila addetti: il dato emerge dall’analisi d’impatto occupazionale del sistema portuale del mare Adriatico centrale, realizzata da Questlab e Quantitas di Venezia e presentata oggi ad Ancona. Secondo la prima grande analisi occupazionale, gli addetti complessivi del settore privato del sistema (sono state 424 le imprese interessate dalla ricerca, 99 delle quali hanno sede interne ai porti), a fine 2018, risultano essere 8.066 (+1,9% sul 2017); al dato complessivo si devono aggiungere circa 950 persone occupate nelle pubbliche amministrazioni, tra le quali agenzia delle dogane e dei monopoli, capitaneria di porto, guardia di finanza, polizia di frontiera, sanità marittima, autorità di sistema portuale. Delle 424 imprese interessate dall’indagine, 135 sono della cantieristica, 70 di altre attività commerciali, 49 sono agenzie marittime, portuali, terminaliste e spedizionieri, 46 sono del settore pesca, 43 della nautica/turistica da diporto, 37 di altre attività, 24 sono i pubblici esercizi, 12 di altre attività industriale e 8 i servizi tecnico-nautici.  All’analisi emerge che nel porto di Ancona gli occupati nelle imprese sono 5.998 (+1,6% sul 2017), cui vanno aggiunte altre 530 persone occupate nelle pubbliche amministrazioni con competenza esclusiva in ambito portuale per un totale di 6.528 addetti. Nel porto di Pesaro i lavoratori nelle imprese sono 663 (+8,8%), con un incremento legato soprattutto alla cantieristica. Sono 619 gli occupati del porto di Ortona (+3,8%), 475 a San Benedetto del Tronto (+1,2%), 311 nel porto di Pescara, unico tra i sei scali dell’Autorità a perdere addetti (erano 333 nel 2017, -6,7%). Del totale degli 8.066 occupati del 2018 nel privato, la cantieristica è il settore con il maggior numero di addetti: 4.139 persone (+3,8% sul 2017); seguono la pesca (1.661 addetti, -4,8%), le agenzie marittime (808 addetti, +2,5%), le attività commerciali (526 addetti, +18,9%), le attività della nautica-turistica da diporto (441, -6,4%), le attività industriali (174, +0,9%). Crescono i lavoratori dei pubblici esercizi (142, +3,5%) e quelli dei servizi tecnico-nautici (135, +5,4%).

Una ricerca, condotta su più di 180 aziende del settore della moda, del tessile e dell’abbigliamento, in maggior parte del distretto pratese, per capire l’impatto delle tecnologie Industria 4.0 nei processi produttivi. Curata da un gruppo di ricerca interdipartimentale dei tre Atenei toscani, sarà presentata venerdì 7 febbraio (a partire dalle 9,30) al Museo del Tessuto di Prato. Sarà l’occasione anche per approfondire, insieme ai referenti delle Università che hanno curato il lavoro e ai rappresentanti toscani delle associazioni di categoria e della rappresentanze sindacali, alcuni aspetti specifici che connotano queste filiere e fare il punto sulle prospettive del comparto. Articolato in 4 macro-sezioni, il rapporto offre un’interessante analisi del grado di maturità tecnologico-gestionale delle imprese toscane, a partire dalla mappatura delle tecnologie abilitanti e delle competenze digitali maggiormente diffuse presso le aziende, passando attraverso l’osservazione dei modelli di business e delle performance delle imprese e degli strumenti maggiormente coinvolti (e usati) nell’accompagnare le stesse imprese verso Industria 4.0 a livello settoriale e di filiera.    L’esposizione degli aspetti generali e dei modelli di business sarà curata dal professor Lorenzo Zanni dell’Università di Siena. Subito dopo il professor Mauro Lombardi dell’Università di Firenze farà un approfondimento sul settore tessile-abbigliamento. Seguirà una tavola rotonda con l’ assessore al bilancio, sviluppo economico, innovazione e agenda digitale del Comune di Prato Benedetta Squittieri, il presidente di Confartigianato Imprese Prato Luca Giusti, il presidente di CNA Toscana Centro Claudio Bettazzi, il vicepresidente di Confindustria Toscana Nord Francesco Marini, il segretario CGIL Prato Lorenzo Pancini, Rodolfo Zanieri UIL Prato e Mirko Zacchei CISL Firenze e Prato. Conclusioni affidate all’assessore Stefano Ciuoffo. “Il settore tessile/abbigliamento – dichiara l’assessore Ciuoffo – rappresenta uno dei principali poli produttivi manufatturieri che caratterizzano la Toscana e ha un potenziale ancora non sfruttato di miglioramento dell’effic ienza produttiva che si può avere con l’implementazione del paradigma i4.0. La ricerca analizza bene la realtà del Distretto tessile con le specificità dei suoi 4 comparti e i suoi diversi modelli di business dando spunti di grande interesse per impostare il lavoro in un mercato sempre più globale che si evolve e aggiorna molto velocemente all’estero”. Per le iscrizioni compila il Form on line o scrivi a comunicazione.dap@regione.toscana.it