I pagamenti si trasformano in soluzioni hi-tech

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Dalle carte contactless, da avvicinare al pos senza digitare il pin, ai portafogli virtuali e app che permettono di saldare il conto dallo smartphone (o da dispositivi indossabili) nelle situazioni più svariate, come nei negozi fisici, a bordo del taxi, al ristorante o in metropolitana: sono sempre di più le soluzioni innovative per pagare in modo semplice e veloce. Un fenomeno, questo, che con tutta probabilità sarà favorito anche dalla spinta ai pagamenti elettronici da parte del governo per contrastare l’evasione fiscale in un’ottica di tracciabilità.

Le nuove soluzioni. In Italia, secondo i dati dell’Osservatorio Mobile Payment & Commerce della School of Management del Politecnico di Milano, i pagamenti innovativi stanno crescendo a un ritmo elevato (+56% nel 2018 per un totale di 80 miliardi di euro), arrivando a rappresentare un terzo dei pagamenti digitali con carta.

Accanto ai pagamenti con carta contactless (con cui l’anno scorso sono state effettuate oltre un miliardo di transazioni), si sta facendo spazio, infatti, il cosiddetto mobile proximity payment, cioè il pagamento da smartphone nei negozi fisici (con un +650% e oltre 15,6 milioni di transazioni); i dispositivi mobili sono usati sempre di più anche per gli acquisti online, sul sito o via app, arrivando a rappresentare oltre il 30% dell’e-commerce, cui si affiancano tutti le operazioni tramite device mobile per comprare ricariche telefoniche, bollette, bollettini, parcheggi, biglietti del trasporto, noleggi di auto e taxi.

Non per nulla lo scenario si sta evolvendo con soluzioni innovative che consentono ai consumatori di saldare il conto senza contanti in un numero sempre maggiore di negozi e occasioni.

Per esempio c’è SumUp che ha sviluppato i lettori SumUp Air, ovvero dei dispositivi che permettono alle imprese di accettare ovunque pagamenti a partire da un euro con carte di credito e debito, ApplePay e Google Pay, senza doversi dotarsi di pos tradizionali. A esclusione del costo di acquisto del terminale SumUp, l’unica voce di spesa per i commercianti è la commissione dell’1,95% per ogni transazione eseguita e dal punto di vista tecnologico SumUp Air deve semplicemente essere collegato tramite bluetooth a uno smartphone o un tablet con connessione 3G.

Su questo fronte Mastercard e SumUp peraltro hanno di recente annunciato una nuova partnership con l’obiettivo di incrementare il numero di aziende in grado di accettare pagamenti elettronici, coinvolgendo anche piccole e medie imprese.

Inoltre Mastercard, che ha collaborato alla diffusione dei pagamenti contactless nella rete di trasporti pubblici in città come Milano, Torino, Grosseto, Firenze e Roma, ha presentato la sua nuova carta di debito digitale, immediatamente disponibile per il consumatore, caratterizzata da un’emissione e un’attivazione istantanee e dalla possibilità di effettuare pagamenti attraverso diversi canali.

Sempre Mastercard, con Intesa Sanpaolo, sta lanciando Tap on Phone, una soluzione sperimentale che permette agli esercenti di utilizzare direttamente lo smartphone per gestire e incassare i pagamenti compiuti dai loro clienti con carte contactless e portafogli virtuali (come Apple Pay, Samsung Pay, PAyGO), tramite un’unica app, XME Commerce, che consente anche di emettere la ricevuta, inviandola digitalmente al cliente.

Oppure c’è Satispay, servizio di pagamento mobile basato su un network alternativo alle carte di credito e debito: disponibile per iPhone e Android, può essere usato da chiunque abbia un conto corrente bancario per scambiare denaro con i contatti della propria rubrica telefonica e pagare nei punti vendita e negli e-commerce convenzionati.

Per gli utenti non ci sono costi, mentre per i negozi non sono previsti costi di attivazione o canoni mensili ma una commissione fissa di 0,20 euro per le cifre superiori a 10 euro.

Tra le realtà che hanno scelto di aderire a Satispay ci sono per esempio Esselunga, Benetton, Caffè Vergnano, Grom, MyChef, Old Wild West, Total Erg, Kasanova, Motivi, Arcaplanet, Coop, Trenord, Pam, Eataly, Naturasì, Tigotà, Pittarosso, Yamamay, Carpisa e Brico Io. Satispay inoltre è integrato anche con PagoPa per i pagamenti di multe, tasse, bolli e ticket sanitari, che possono essere effettuati dall’app.

Poi ci sono le soluzioni per pagare con accredito sul conto telefonico.

Tra le novità nell’ambito c’è il lancio da parte di Vetrya, gruppo internazionale specializzato nello sviluppo di servizi digital, della piattaforma VialPay, cui si accompagna anche un accordo attivo in Italia con Vodafone Global. VialPay è un sistema che consente a partner, produttori di contenuti, gestori di servizi, per esempio di trasporto o di parcheggi, di far pagare i propri utenti con accredito diretto sulla bolletta telefonica.

Più attenzione alla sicurezza. In tutto ciò uno dei temi caldi rimane la sicurezza, anche considerando che è possibile accedere a molti servizi bancari online. Su questo fronte non bisogna dimenticare che dal 14 settembre è operativa in Italia la seconda direttiva europea sui servizi di pagamento, la cosiddetta Psd2, che porta una serie di novità con l’obiettivo di promuovere un mercato dei pagamenti più innovativo, concorrenziale e sicuro per i cittadini. In particolare, quest’ultima parte della direttiva interviene per rafforzare ulteriormente il processo di autenticazione e i fattori di sicurezza indispensabili per accedere al conto corrente e disporre transazioni online.

Sul tema Abi (Associazione bancaria italiana), insieme a 17 associazioni dei consumatori, ha messo a punto una guida. Tra i concetti fondamentali c’è quello di autenticazione forte: con la Psd2 viene introdotto un sistema di autenticazione più sicuro; per accedere al proprio conto online o disporre un pagamento con bonifico o carta, infatti, il titolare del conto deve utilizzare almeno due di tre fattori di sicurezza, ovvero la conoscenza (qualcosa che solo l’utente conosce, come la password o il pin), il possesso (qualcosa che solo l’utente possiede, per esempio uno smartphone o una chiavetta o token), e l’inerenza (qualcosa che contraddistingue l’utente, come la sua impronta digitale o altri dati biometrici).

Per i pagamenti online, disposti via internet o mobile, a questi fattori si aggiunge anche un codice unico che a ogni operazione collega il relativo importo e il beneficiario.

Ogni banca fornisce alla propria clientela indicazioni su quali fattori di sicurezza utilizzare; solo i pagamenti di piccolo importo, quelli ricorrenti o destinati a beneficiari di fiducia indicati dal cliente, e quelli di parcheggi e trasporti non rientrano nelle nuove regole (per queste operazioni è sufficiente l’utilizzo di un solo fattore di sicurezza).

Un’ulteriore novità della direttiva è il rimborso dei pagamenti non autorizzati, fatti per esempio con strumenti smarriti o rubati, entro il giorno lavorativo successivo alla notifica del cliente, con una franchigia massima a carico dell’utente che si riduce, passando da 150 a 50 euro.

Irene Greguoli Venini, ItaliaOggi Sette

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