Pico

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Cesare Lanza alla scoperta delle particolari bellezze italiane

Oggi siamo in provincia di Frosinone. Pico è alta poco meno di 200 metri sul mare, 200 abitanti nel borgo, circa tremila nell’intero paese. Ci arriviamo percorrendo l’autostrada A1 fino al castello di Ceprano, per poi imboccare la statale San Giovanni Incarico – Pico. Mentre in treno conviene arrivare a Frosinone e sfruttare poi i collegamenti degli autobus. L’origine del nome è controverso: probabile è la derivazione dalla radice celtica “pic”, punta aguzza, forse per lo sperone su cui sorge il castello. Accenni essenziali di storia: al 589 dopo Cristo risalgono le prime testimonianze inerenti all’invasione dei Longobardi di Zotone, duca di Benevento che distrusse Montecassino e Pico. Dal 1542 al 1547 dopo varie contese e baronie il castello fu un feudo di Ottavio Farnese. Nel 1802 Pico ottenne il titolo di Regia Città. Nel 1861 divenne un comune della provincia di Caserta, nel 1927 di Frosinone. Infine nel 1944 la cittadina fu parzialmente distrutta durante la battaglia di Montecassino, nella seconda guerra mondiale. Piatti tipici del borgo, l’olio e il vino. E i funghi porcini e i tartufi raccolti nei vicini boschi montani. Un tipico menù di Pico? Un antipasto di salsiccia di lavorazione artigianale, formaggio (tra cui la marzolina), olive, pane; poi stagnette (sfoglia di sola acqua e farina tirata a mano) e fagioli, oppure trippetta o minestra contadina. I secondi sono a base di carne di maiale o di agnello con contorno di patate al forno e cicoria. Gustose anche le minestre contadine di antico sapore e le lumache “ammuccate”, al profumo di “mentuccia”. Completano il pranzo le torte casalinghe, la tipica torta di mandorle e le ciambelline al vino. Nella vostra visita, vi consiglio Il parco letterario Tommaso Landolfi, un percorso urbano per i vicoli del borgo e un percorso montano nei luoghi più cari al celebre scrittore. E il Castello Farnese, nel centro storico di Pico: su uno dei torrioni svetta l’Orologio rinascimentale, che dà il nome alla Torre. Sarà opportuna una riflessione sui numerosi eventi in calendario e sulle manifestazioni. Cito solo il Rally di Pico nella prima metà di settembre, gara tra le prime tre più antiche del centro/sud, anche il primo rally in Italia “Ecocompatibile”. Due curiosità letterarie: Eugenio Montale nel 1939 scrisse, nella poesia Elegia di Pico Farnese “strade e scale che salgono a piramide, fitte /d’intagli, ragnateli di sasso”. E Tommaso Landolfi, nativo di Pico, descrive il borgo come “un minuscolo paese, un borgo sperduto tra le montagne”.

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