Elezioni in Sardegna, Cagliari al centrodestra. Sassari al ballottaggio con il centrosinistra avanti

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È ancora in corso lo spoglio delle elezioni amministrative in Sardegna: e il risultato più atteso è quello di Cagliari dove si va verso la vittoria al primo turno del centrodestra – quando mancano solo due sezioni da scrutinare – mentre a Sassari il centrosinistra, in vantaggio, va al ballottaggio contro un candidato civico, con l’esponente del centrodestra rimasto fuori. Il centrodestra si afferma al primo turno anche ad Alghero. Queste tre città erano tutte guidate da sindaci di centrosinistra.

A Cagliari, dove non si presentava il candidato del Movimento 5 Stelle, quando sono state scrutinate 172 sezioni su 174 il candidato del centrodestra Paolo Truzzu di Fratelli d’Italia è avanti con il 50,27% mentre la candidata del centrosinistra Francesca Ghirra si attesta al 47,7%. In città l’affluenza finale è stata del 51,71% contro il 55,3 della media di questo voto amministrativo sardo. La differenza tra i due è di 1.800 voti e sembra ormai incolmabile.

A Sassari, dove sono state scrutinate 104 sezioni su 136, si andrà al ballottaggio: è avanti il candidato di centrosinistra Mariano Brianda con il 33,9%, inseguito dal chirurgo Gian Vittorio Campus, ex sindaco, ex consigliere regionale e senatore di An e Forza Italia, sostenuto da liste civiche, che si attesta al 30,7%. Il candidato di centrodestra Mariolino Andria – solo terzo – è al 16,4% e il candidato M5s Maurilio Murru è al 14,4%.

Ad Alghero Il centrodestra esulta: qui il sardista Mario Conoci, col 53% strappa al primo turno la città al centrosinistra e al sindaco uscente Mario Bruno. Il candidato sostenuto da Pd e dalle liste civiche ‘Sinistra in Comune’ e ‘Per Alghero’, fermo al 31,9%, si è già congratulato con l’avversario appoggiato da Lega, Psd’Az, Riformatori-Fortza Paris, la civica ‘Noi con Alghero’, Fratelli d’Italia, Forza Italia, Udc, partiti che si erano dimostrati vincenti nella città catalana già alle regionali del 24 febbraio scorso, quando la coalizione di centrodestra aveva superato il 54%.

Sono stati complessivamente 390mila gli elettori chiamati alle urne per la scelta di sindaci e consiglieri comunali in 28 comuni. L’affluenza è risultata in sensibile calo rispetto alla tornata elettorale precedente: al 55,33% contro il 63,16 delle tornata precedente ovvero una flessione di oltre 7 punti percentuali.

L’affluenza a Cagliari si è fermata al 51,7, appena un elettore su due, mentre a Sassari è arrivata al 54,7%. Ad Alghero hanno votato il 58,6% degli aventi diritto (cinque anni fa furono il 63,9). A Monserrato e Sinnai l’affluenza è stata rispettivamente del 51,3% e  55,7%  (contro i precedenti 58,3% e 66,4%).

Comuni con più di 15mila abitanti

Tra i Comuni con più di 15mila abitanti al voto c’è Monserrato, dove si va verso il ballottaggio tra l’ex sindaco Tomaso Locci, sostenuto da tre liste civiche, e Valentina Picciau, appoggiata dal Pd e da due civiche, a inseguire. La candidata del centrodestra Maria Caterina Argiolas è fuori dai giochi. A Sinnai invece il centrosinistra potrebbe vincere al primo turno.

Ad urne appena chiuse già nove sindaci eletti

Ad urne appena chiuse erano già nove i sindaci eletti in Sardegna su 28 amministrazioni al voto. Si tratta di piccoli centri nei quali l’affluenza è stata di oltre il 50% (percentuale che in caso di un solo candidato vale come quorum), quota utile per eleggere l’unico candidato a primo cittadino del paese.

Si tratta dei comuni di Ortueri nel Nuorese (Francesco Carta), Sorradile nell’Oristanese (Pietro Arca) e Illorai (Titino Sebastiano Cau, di fatto primo sindaco leghista nella Regione) e Putifigari (Giacomo Contini) nel Sassarese. Questi quattro sindaci erano già certi dell’elezione dalle 19, quando l’affluenza era già oltre il 50%.

Gli altri cinque sono Clara Michelangeli a Onanì e Paolo Ledda a Sarule, in provincia di Nuoro; Renato Melis a Esterzili, Gianluca Serra a Genoni, nel Sud Sardegna; Emanuele Cauli a Magomadas in provincia di Oristano.

Il valore politico di un voto locale

Queste amministrative sono anche un vero e proprio minitest per la nuova giunta regionale a guida Psd’az-Lega e per la maggioranza uscita dalle urne delle regionali del 24 febbraio scorso. La campagna elettorale negli ultimi giorni è stata infatti infiammata dalla prima legge regionale proposta dal consiglio e relativa al trattamento economico dei consiglieri; proposta che l’ex sindaco di Cagliari, Massimo Zedda, ha definito un modo mascherato di reintrodurre vitalizi.

Ma un’altra polemica riguarda il neopresidente della Regione, Christian Solinas, che a tre mesi dall’elezione non ha ancora sciolto il nodo della scelta tra l’incarico di presidente della giunta regionale e quello di senatore.

Repubblica.it

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