E De Laurentiis si consola con il Bari

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I pugliesi tornano in C dopo il fallimento. E il patron promette la A

Bari riemerge nel calcio professionistico in un giovedì santo, dopo una quaresima lunga 40 settimane.
Traversata nel deserto seguita a quel 16 luglio 2018 in cui l’As Bari ha conosciuto l’onta del fallimento dopo 110 anni. Dalle 16.54 di ieri è un ricordo un po’ meno amaro. Ora c’è il presente e un futuro da pianificare.

I galletti hanno conquistato la promozione in Serie C con 75 punti e due giornate d’anticipo, 11 le lunghezze di vantaggio sulla Turris. Così, mentre il Napoli si preparava a scendere in campo contro l’Arsenal in Europa League, in un’altra galassia del calcio nostrano il presidente Luigi De Laurentiis, figlio di Aurelio, ha raccolto i primi frutti di un salvataggio da molti considerato un modello per altre nobili decadute del pallone. Il cammino della rifondata Società Sportiva Calcio Bari più che epico è parso dall’esito scontato, sebbene non privo di ostacoli. Superato il trauma di doversi calare in una categoria ai confini dell’impero, la squadra allenata da Giovanni Cornacchini (classe 1965, un passato da bomber di Piacenza e Perugia anni ’90, con una fugace apparizione nel Milan pluriscudettato di Fabio Capello…) è stata in testa al girone I per tutta la stagione, eppure ha dovuto rimandare la festa per diverse settimane. Il salto è arrivato in trasferta sul campo del Troina, in provincia di Enna, per 1 a 0 grazie ad un calcio di rigore realizzato dall’attaccante Simone Simeri, e alle parate del 19enne Davide Marfella, entrambi – guarda un po’ – arrivati da Napoli. Pedine-chiave in una partita che segnerà comunque la storia di un club strategico per il calcio italiano. Una «piazza» capace di portare all’astronave del San Nicola trentamila tifosi perfino in Serie D. Tanto che Dazn ha voluto sfamare la sete dei simpatizzanti, non solo in Puglia, seguendo in diretta tutte le partite dei biancorossi, inventandosi una copertura mediatica da stadi spesso improbabili nell’era del calcio in 4K.

I baresi d’Italia si godono il finale più dolce per una «meravigliosa stagione», altro che «fallimentare» (per citare il lungometraggio cult del 2015 dedicato alla mancata promozione in A). E pazienza se gli eroi di oggi non si chiamano Protti, Tovalieri, Ventola e Cassano; la risalita avviene tre mesi dopo la scomparsa di un mito biancorosso, Phil Masinga, l’uomo dei gol pesanti a Inter e Milan. Altri tempi, altri idoli. Oggi nei bar si esaltano le imprese di un attacco corale composto da Floriano, Simeri, Neglia e Pozzebon. Protagonisti della promozione insieme ai veterani «fuori quota» Brienza e Di Cesare. I De Laurentiis hanno promesso la Serie A «nel giro di tre anni». Di sicuro a Bari si è ripreso a sognare con molto anticipo sulla tabella di marcia.

Giacomo Susca, il Giornale

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