Il grosso guaio di Google in Ungheria

Share

Uno dei progetti per cui Google è più apprezzata in Europa è il suo Digital News Innovation Fund, un progetto di finanziamento a progetti editoriali e giornalistici innovativi e autorevoli. Un progetto che, più o meno piace a tutti e che, negli anni, ha visto Google assegnare, solo nel 2018, 150 milioni di dollari distribuiti per circa 400 progetti giornalistici. Tutto bene, dunque? No. Perché tra i progetti finanziati compare anche il gruppo ungherese New Wave Media. Si tratta del gruppo editore di Origo, una specie di Breitbart ungherese, pieno di contenuti apertamente razzisti, antisemiti, cospiratori e non di rado fake news.  Il sito, inoltre, è alleato del governo del primo ministro Viktor Orbán ed è uno dei principali destinatari della pubblicità governativa. Il che significa, tra le altre cose che Origo riceve già ampi finanziamenti pubblici, e quindi non ha bisogno dei fondi di Google.

Dopo la polemica sollevata sul caso dal giornale Politico, oltre che dall’ungherese MediaPowerMonitor, un portavoce di Google ha detto che la società ha deciso di non assegnare i fondi a Origo. “Di recente – ha detto – abbiamo fatto un’offerta iniziale di finanziamento a una serie di progetti come parte dell’ultimo round del nostro fondo per l’innovazione digitale. Dopo un’ulteriore revisione, abbiamo deciso di non portare avanti la concessione a NWM”, ha affermato il portavoce.

Luciana Grosso, Business Insider Italia

Share
Share