Coldiretti: a Natale il panettone batte il pandoro, è boom per il “fatto in casa”

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Sulle tavole degli italiani non mancano i dolci della tradizione preparati in base a ricette tramandate da generazioni: rappresentano un vero e proprio patrimonio culturale

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A Natale sulle tavole degli italiani il panettone è una presenza fissa (79%): il dolce meneghino batte di misura il pandoro (72%), ma in quasi la metà delle famiglie (48%) c’è chi prepara in casa i dolci della tradizione con ricette tramandate per generazioni. E’ quanto emerge dall’indagine Coldiretti/Ixè “Il Natale nel piatto”. “La preparazione casalinga dei piatti tradizionali delle feste è un’attività tornata a essere gratificante per uomini e donne e all’interno delle mura domestiche si svolge il rito della preparazione di specialità alimentari locali”, sostiene Coldiretti. Si tratta spesso di dolci locali che rappresentano un vero e proprio patrimonio culturale dell’Italia.

“Da Nord a Sud – sottolinea la Coldiretti – le specialità sono moltissime e tutte fortemente legate al territorio: in Basilicata non possono mancare i calzoncelli di pasta fritta con ripieno di mandorle e zucchero oppure castagne e cioccolato; in Calabria si consuma la pitta ‘mpigliata con la sua caratteristica forma a rosellina (o rosetta). In Campania è il tempo di roccocò e susamielli, mentre in Puglia troviamo le cartellate baresi, nastri di una sottile sfoglia di pasta, unita e avvolta su se stessa sino a formare una sorta di ‘rosa’ impregnata di vincotto tiepido o di miele, e poi ricoperte di cannella, zucchero a velo oppure mandorle”.

In Friuli – continua la Coldiretti – torna la gubana, una pasta dolce lievitata, con un ripieno di noci, uvetta, pinoli, zucchero, grappa, scorza grattugiata di limone, dalla caratteristica forma a chiocciola; in Emilia-Romagna la spongata ripiena di miele, uva passa, noci, pinoli, cedro; in Liguria il pandolce (impasto di farina, uvetta, zucca candita a pezzetti essenza di fiori d’arancio, pinoli, pistacchi, semi di finocchio, latte e marsala ) e in Lombardia il Panun de Natal, un dolce ricco di frutta secca e molto profumato, fatto con il grano saraceno e che può avere la forma di un filoncino leggermente appiattito o più raramente di una pagnotta rotonda, rigonfia al centro. Non mancano specialità nelle isole, come in Sicilia con i buccellati di Enna (dolci tipici ripieni di fichi secchi)”.

“Ma ogni regione – precisa la Coldiretti – offre le sue specialità. E così in Valle d’Aosta il Flantze; in Piemonte il Crumbot; in Veneto la Pinza; in Trentino lo Zelten; in Toscana il Panforte, nelle Marche il Frustingo; in Umbria il Pampepato, nel Lazio il Pangiallo, in Abruzzo il Parrozzo, in Molise il Cippillati di Trivento e in Sardegna il Pabassinas”.

Ma per chi non ha tempo di dedicarsi al fai da te casalingo e vuole comunque stupire i commensali arrivano i primi agripanettoni 100% italiani, come quelli con grano anico o di mais corvino fatti in Lombardia o il panettone con grano 100% nazionale, frutto della collaborazione tra Sis, Società Italiana Sementi di Bologna, mulino Pivetti di Cento (Ferrara), Coprob (cooperativa produttori bieticolo-saccariferi) e la cooperativa Deco Industrie di Bagnacavallo (Ravenna). “Per produrlo – spiega Coldiretti – è stato utilizzato grano tenero della varietà ‘Giorgione’, da cui si ottiene una farina al top della qualità per la trasformazione in prodotti da forno. Selezionato, coltivato, raccolto e macinato in Italia, il Giorgione è un grano tenero frutto della ricerca di Sis, ottenuto con incroci naturali e senza impiego di organismi transgenici, ma valorizzando il meglio della tradizione produttiva del grano nel nostro Paese. “Oltre all’ingrediente base, la farina, il panettone 100% italiano – conclude Coldiretti – utilizza burro, zucchero, uova, lievito madre e scorze di arance candite, tutti di produttori nazionali“.

(tgcom24.mediaset.it)