Terroni caput mundi / Sorgi e gli irriducibili che sfidarono Mussolini

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Il nuovo disco di Emma Marrone è circondato da una carica di simpatia

SORGI PRESENTA ‘GLI IRRIDUCIBILI’ GIOVANI ANTIFASCISTI DI MIRELLA

(di Cesare Lanza per Il Quotidiano del Sud) Marcello Sorgi (Palermo, 31 marzo 1955) sembra davvero un giornalista infaticabile. Puoi vederlo spesso in tivù, anche se non converrebbe alla sua qualità e al suo curriculum partecipare, a volte, ad alcuni famigerati talk. E spesso è conduttore o relatore nelle presentazioni di eccellenti libri. L’ultima occasione è stata al Museo Ebraico di Roma per la presentazione di“Gli irriducibili.I giovani ribelli che sfidarono Mussolini” di Mirella Serri (Longanesi). Insieme con lui il sottosegretario al ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo Lorenza Bonaccorsi, il presidente della Comunità ebraica di Roma Ruth Dureghello, la scrittrice Lia Levi, lo storico Mario Avagliano.

23 AGOSTO 1939, QUEL PATTO TRA MOLOTOV E RIBBENTROP

Sorgi su La Stampa ha scritto: «Oltre a cogliere di sorpresa mezzo mondo, il 23 agosto del 1939, il Patto Molotov-Ribbentrop, dal nome dei due ministri degli Esteri russo e tedesco…lasciò annichilito un gruppo di esuli antifascisti italiani, increduli di fronte all’accordo tra le due grandi dittature novecentesche che il primo settembre, otto giorni dopo, doveva accendere la miccia della Seconda guerra mondiale. Erano un gruppo di irriducibili, come li definisce, fin dal titolo, il libro della storica Mirella Serri,che fin dall’avvento del fascismo, quando ancora molti che poi si sarebbero ribellati tardivamente indugiavano, avevano colto l’aspetto autoritario e violento del regime di Mussolini e si erano impegnati a contrastarlo con tutti i mezzi, una resistenza prima della Resistenza che pose fine all’occupazione nazista e all’avventura del Duce. “Nati a cavallo tra la fine dell’Ottocento e i primi anni del Novecento, educati quasi tutti in famiglie colte e borghesi, intellettuali,pensatori, filosofi, amanti della scrittura e dei giornali, i loro nomi, anche se con diversa evidenza,sono entrati nella storia, per conoscere successivamente un oblio a cui il libro della Serri vuole rimediare: ricostruendone le vite romanzesche, lo sprezzo del pericolo,i sentimenti, l’amicizia, gli amori, le morti tragiche».

EMMA MARRONE, IL NUOVO ALBUM RECENSITO DAL GURU DI MUSICA

Al cinema Odeon di Milano c’è stata la presentazione di “Fortuna”, il nuovo album di Emma Marrone. Ernesto Assante ha scritto su la Repubblica: «Un nuovo album, una nuova Emma». A poche settimane dal post su Instagram in cui diceva “È andata, anche se è stata dura.Finalmente piango di gioia. Il tempo di recuperare le forze e tornerò presto da voi”. Emma ha mantenuto la promessa. È tornata per presentare il suo nuovo album, “Fortuna”, anticipato dal singolo “Io sono bella” firmato da Vasco Rossi e Gaetano Curreri, da settimane è il più programmato in radio. Bella, in forma, pronta a ricominciare il suo percorso lì dove l’aveva dovuto interrompere, per motivi di salute, a settembre. Come sta? Cosa è successo? «Sto bene,è successo quello che in maniera onesta e diretta ho scritto: avevo un problema e lo dovevo risolvere. Mi interessava non creare allarmismi, quindi l’ho detto, sono andata, l’ho risolto, sono tornata. Ho grande rispetto del mio pubblico, non volevo ci fossero fraintendimenti, speculazioni… Non c’è stata curiosità morbosa: solo affetto, abbracci, saluti. L’ho apprezzato molto».

FORTUNA, LE É VENUTO IN MENTE IL TITOLO PER I SUOI TRE PEZZI

È tornata subito al lavoro. E festeggia dieci anni di carriera. «Mi serviva: nei giorni passati ho pensato a cose importanti, mi sono focalizzata su quello che avrei voluto fare dopo, mi ha aiutata. Volevo tornare in campo e parlare del mio disco». Fortuna. Quando ha deciso il titolo? «A marzo ero ancora in tour, l’ho deciso allora. Ero sul palco, cantavo e all’improvviso ho pensato ‘fortuna’. Forse inconsciamente pensavo agli arcani maggiori e alla ruota della fortuna, forse in quel momento tutto mi sembrava giusto, non lo so. Ho chiamato i miei collaboratori e ho detto ‘si chiamerà Fortuna’. Il 10 aprile ero a Los Angeles al lavoro». L’album segna un deciso cambiamento di toni nella voce, di clima, di sonorità. C’è più dance, più leggerezza. «C’è stato un cambiamento di personalità, di creatività, un’evoluzione. Io sono così, non ho un alter ego che porto sul palco o nei dischi: rispecchia quello che sono adesso,una persona che non è più arrabbiata, non alza la voce. Mi sento equilibrata… Questo disco è nato viaggiando in macchina, con i finestrini abbassati, cantando a squarciagola, quello spirito che ti fa cancellare i pensieri di una giornata andata male e ti fa tornare la voglia di fare e andare». E anche di scrivere. È il primo album con tre pezzi firmati da lei. «Scrivere è molto difficile se le canzoni sono pezzi della tua vita. Fortuna, Alibi, Dimmelo veramente sono la mia vita».