Sace scommette un miliardo sul Piemonte “Con il digitale il rilancio delle esportazioni”

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Nibbia è una frazione di San Pietro Mosezzo, nel novarese. Da qui partono gli imballaggi in plastica diretti in Brasile e India prodotti dalla Colines. La torinese Tuxor, invece, ha vinto la commessa per la fornitura dei materiali necessari alla costruzione della ferrovia in Etiopia. Da Castelletto Stura, nel cuneese, viaggiano gianduiotti e cremini Venchi alla conquista del mercato asiatico. Tre settori diversi, tre storie aziendali differenti, ma accomunate da un fattore: l’export come motore della crescita, sostenuto con l’impegno di Sace Simest del gruppo Cdp.

La società, che offre consulenza finanziaria e assicurativa, presenta oggi sacesimest.it, il nuovo portale unico del Polo dell’export e dell’internazionalizzazione: un ecosistema digitale per le Pmi, che punta a coinvolgere 87mila piccole e medie imprese manifatturiere italiane con la finalità di rafforzarne la proiezione internazionale e la competitività sui mercati esteri. L’obiettivo è collegare le imprese alle soluzioni assicurativo-finanziarie più adatte alle loro esigenze, grazie alla completa digitalizzazione di 5 prodotti chiave per le imprese più piccole (assicurazione del credito, valutazione controparti, finanziamenti agevolati, factoring e recupero crediti) e fornire percorsi formativi personalizzati del programma di Education to Export e oltre 300 report e analisi, in particolare la Risk&Export Map, mappamondo interattivo con circa 200 schede Paese.

Ammontano a un miliardo le risorse mobilitate per il Piemonte in favore delle attività di export e internazionalizzazione con 1300 imprese seguite dalla sede torinese. La Colines, ad esempio, ha assicurato e incassato 2,2 milioni di crediti per forniture in Paesi emergenti ad alto potenziale. Con un impegno assicurativo di 120 milioni di dollari, il polo Sace Simest è intervenuto a sostegno dei contratti di fornitura assegnati alla Tuxor per la costruzione della linea ferroviaria Awash-Weldiya in Etiopia. La società torinese ha fornito un’ampia gamma di materiali per la costruzione dei binari e delle relative strutture portanti. Con un valore stimato di 1,7 miliardi di dollari e una lunghezza complessiva di circa 400 chilometri, la linea ferroviaria rafforzerà i collegamenti e lo sviluppo dei centri abitati del Nord Est del Paese, accreditandosi come uno dei progetti più importanti, non solo per l’Etiopia, ma anche per tutta l’Africa sub-sahariana.

Venchi, invece, ha lanciato un aumento di capitale della controllata Venchi Greater China Ltd. di Hong Kong da 9 milioni finalizzato ad un rafforzamento nel continente asiatico. La spinta all’export attraverso nuovi strumenti digitali arriva dopo la frenata dei primi mesi del 2019: da gennaio a giugno, rispetto allo stesso periodo del 2018, in regione è calato del 2,5%.

I settori trainanti per valore sono i mezzi di trasporto, la meccanica strumentale, bevande e alimenti mentre per dinamicità di distinguono anche farmaceutica e prodotti chimici. Se si guarda alle nazioni di destinazione, le tre principali sono Francia (6,6 miliardi), Germania (6,5 miliardi e Stati Uniti (4,4 miliardi) che rappresentano il 36% dell’export totale.

Claudia Luise, Lastampa.it