La nuova pasta 3D della forma che vuoi tu

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Avete ideato un nuovo primo piatto ma non trovate la pasta più adatta per servirlo al meglio? Arriva la pasta personalizzata di BluRhapsody stampata in 3D: ecco i primi formati disponibili e come acquistarla

Dopo la crema Pan di Stelle, la Rossana spalmabile e il KitKat al té verde matcha, giunge una novità altrettanto gustosa, anche se non nel gusto, ma nell’aspetto. Una notizia che interesserà non solo gli chef o gli appassionati che trascorrono molto tempo in cucina a sperimentare nuove ricette, ma anche tutti i buongustai che amano testare le novità alimentari.

È il caso di BluRhapsody e della sua pasta stampata in 3D, disponibile all’acquisto direttamente dallo shop online attivato sul sito ufficiale del progetto.

«Abbiamo pensato ad un mondo in cui la pasta può assumere formati straordinari, ispirando la creazione di piatti unici e ricercati. Oggi la pasta 3D non è più il futuro, ma il presente. BluRhapsody è una collezione di pasta fresca surgelata di altissima qualità, nata per stupire sia la vista che il palato». Il sito ufficiale mette ben in rilievo il nuovo concept di pasta, mai visto prima d’ora e nato per adattarsi alle esigenze di chi crea piatti innovativi e non si accontenta dei formati di pasta tradizionali.

Prodotta con grani pregiati e ingredienti d’eccellenza, la pasta stampata 3D BluRhapsody si può adattare a ogni esigenza in cucina nella forma, nella dimensione, ma anche nel colore grazie a impasti con coloranti vegetali. Oltre ai 6 formati già disponibili infatti si può disegnare la pasta su misura per sé. Ma se vi state chiedendo quanto costerà un chilo di pasta personalizzata, purtroppo non avrete una risposta definitiva a riguardo. Per ora, la pasta 3D di BluRhapsody viene commercializzata in vassoi con 12 o più pezzi a un prezzo di partenza pari a 24,90 euro, variabile a seconda del formato. Vi verrà consegnata entro 8 giorni dall’ordine su territorio italiano e le spese di spedizione sono gratuite per ordini oltre i 100 euro. Volete un suggerimento nel design?

Jader Liberatore, Vanity Fair