Ultime sulla Brexit. I trader comprano sterline sperando in un voto favorevole

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Il Parlamento britannico oggi dovrà votare sulla nuova versione di accordo concordata dalla premier Theresa May con l’Unione Europea, dopo che il primo ministro ha ottenuto modifiche “legalmente vincolanti” in seguito alle trattative dell’ultimo minuto a Strasburgo con l’Unione Europea. La premier ha spiegato che i cambiamenti determineranno che il backstop irlandese, il meccanismo per garantire l’esistenza di un confine non rigido tra Irlanda (Paese membro dell’UE) e Irlanda del Nord, potrebbe non “diventare permanente”.

I trader valutari, prima scettici, sembrano ora credere che questo accordo abbia delle chance di essere approvato con la sterlina che si è apprezzata del 2%, recuperando gran parte delle perdite registrate nelle ultime sedute. Nel dettaglio il cambio sterlina/dollaro è salito sopra 1,32 e tratta a 1,3207. In realtà con tutti i colpi di scena visti fin qui è sembra difficile fare previsioni su cosa decideranno stasera i parlamentari britannici.

Se la proposta non dovesse passare quali sono le opzioni sul tavolo? Sottlinea Bethany Payne, Global Bonds Portfolio Manager di Janus Henderson Investors: “Qualora la proposta di Theresa May venisse bocciata il 12 marzo, il Governo ha già calendarizzato per il giorno successivo, il 13, il voto del Parlamento sulla eventualità di lasciare l’UE senza un accordo. In precedenza il Parlamento ha già dimostrato la sua riluttanza nei confronti di questa opzione attraverso votazioni non vincolanti, e ci si aspetta che questa posizione venga confermata”.

A questo punto se il Parlamento respingesse la proposta della May e rifiutasse in seguito di lasciare l’Unione Europea senza un accordo, il 14 marzo si svolgerebbe un’ulteriore votazione per concedere o meno il via libera a una proroga breve e limitata nel tempo dell’articolo 50.

“Il rinvio probabilmente verrebbe approvato, anche se, aspetto importante da sottolineare, ciò significherebbe solo dare istruzioni al Governo affinché richieda una proroga dell’articolo 50 all’Unione europea, che tutti i 27 Stati membri dovrebbero poi sottoscrivere. L’Unione Europea si è mostrata aperta a questa possibilità sia per un’eventuale ratifica, sia per un cambiamento tangibile della politica di governo. In tal caso, il Parlamento probabilmente, finirà per scoprire solo in seguito le condizioni legate alla richiesta di estensione, e/o a un lungo ritardo, che potrebbe decidere di non voler accettare”, dice Bethany.

Il risultato più probabile? “La volatilità, mentre ancora non è chiaro cosa il Parlamento voglia davvero”, risponde Bethany che aggiunge: “Le votazioni tra il 12 e il 14 marzo comporteranno probabilmente una certa volatilità sui mercati, con un impatto in particolare sulla sterlina, con l’avvicinarsi della scadenza della Brexit. Non escludiamo la possibilità di un terzo tentativo da parte di Theresa May di fare approvare il suo accordo, nel caso in cui il Parlamento votasse contro il “no deal” e contro la proroga dell’articolo 50. Potremmo quindi davvero apprendere in extremis come saranno i negoziati con l’Unione Europea”.

La linea dell’Unione Europea appare chiara. “Il nostro accordo fornisce chiarimenti significativi e garanzie legali sull’intesa di uscita del Regno Unito dall’Ue e sul backstop. La scelta è chiara: è questo accordo, oppure la Brexit potrebbe non accadere affatto. Facciamo sì che il ritiro dell’Uk si compia in maniera ordinata. Lo dobbiamo alla storia”. Lo ha scritto su Twitter il presidente della Commissione europea, Jean Claude Juncker, dopo che ieri sera è stata raggiunta un’intesa sul backstop.

Roberta Castellarin, Milano Finanza