Ora con la blockchain si possono i farmaci

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Seguire il farmaco e certificare la ricetta medica tenendo traccia di ogni elemento, dal paziente alla casa farmaceutica. Il tutto attraverso la blockchain, una tecnologia diventata nota nell’ambito delle criptovalute come i bitcoin, ma che può essere applicata a qualsiasi filiera. L’Idea è di Ibm, che ha creato un prototipo in cui la blockchain entra nella sanità.

Presentato a “Think Roma” – la due giorni di incontri in corso nella capitale, organizzata da Ibm e dedicata ai temi dell’innovazione e della trasformazione digitale – il progetto è volto a sfruttare in ambito medico la blockchain: una sorta di database distribuito, con un meccanismo di validazione ugualmente distribuito, in cui i dati crittografati non sono su un solo computer ma su una rete di terminali che fungono da nodi di un’unica catena.

Il sistema punta a rassicurare il paziente, che può verificare se il medico di fronte a lui è iscritto all’Ordine e avere la certezza che il farmaco è autentico, non contraffatto, e trasportato in modo idoneo. Al contempo il dottore ha accesso alle informazioni sul paziente, attraverso l’impronta digitale e un QR code presente nella tessera sanitaria; il farmacista ha la ricetta sul suo terminale e può monitorare il magazzino, mentre la casa farmaceutica ha la possibilità di controllare l’efficacia del farmaco.

I farmaci sono soltanto uno degli ambiti di applicazione di questa tecnologia. “Ogni filiera – spiegano gli ingegneri di Ibm – può essere certificata da blockchain: dal chicco in Brasile che arriva nella nostra tazzina di caffè, alle recensioni online su alberghi e ristoranti che danno valore alla reputazione, fino all’informazione, con un sistema che certifica la notizia affidabile e la distingue dalla fake news”.

ANSA

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