Borse incerte per la guerra commerciale, Wall Street chiusa

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Tokyo ha segnato un calo dello 0,3%. L’euro si conferma sopra 1,16 dollari, il petrolio continua la sua corsa in area 75 dollari
Ore 10:20. Resta incerto il tempo sul barometro dei mercati finanziari, che faticano a vedere sprazzi di sereno nel mezzo del braccio di ferro commerciale tra Stati Uniti e Cina. La valuta cinese ha recuperato qualcosa dopo i recenti contraccolpi, rinvigorita anche dal fatto che – almeno nelle intenzioni – le autorità asiatiche non sembrano voler usare la debolezza dello yuan come arma tattica contro il protezionismo della Casa Bianca. Dopo la giornata contrastata in Asia, i listini Ue trattano deboli in una giornata che lascerà gli investitori senza il riferimento di Wall Street, chiusa in occasione della festa americana dell’Indipendenza. Milano segna una flessione dello 0,1%, Londra dello 0,35%, Parigi dello 0,1% e Francoforte dello 0,3%. Ieri sera la Borsa Usa ha terminato gli scambi debole, con il Dow in ribasso dello 0,5% e il Nasdaq dello 0,9%. Lo spread tra Btp e Bund tedeschi è stabile in avvio di giornata in area 135 punti base, per il rendimento decennale italiano al 2,65%.

Questa mattina la Borsa di Tokyo ha chiuso la terza seduta in ribasso segnando -0,31% sempre a causa delle tensioni commerciali tra Pechino e Washington. A fine scambi l’indice Nikkei ha ceduto 68,50 punti a 21.717,04, mentre l’indice Topix ha chiuso invariato (+0,03%) a 1.693,25 punti.
Sul fronte macreoconomico si è segnalato l’indice Markit Pmi relativo ai servizi in Giappone che è salito al 51,4 a giugno dal 51 di maggio. Ogni rilevamento sopra 50 punti indica una espansione economica. Segnali di rafforzamento anche dalla Cina, dove a giugno l’indice stilato da Caixin/Markit relativo al Pmi dei servizi è salito a 53,9 punti dai precedenti 52,9 di maggio, battendo le attese di 52,7 punti. In crescita anche l’indicatore composito, che somma l’attività nei servizi al manifatturiero, a 53 punti, dai 52,7 precedenti. Anche l’Eurozona ha passato la prova degli indicatori costruiti attraverso il sondaggio dei direttori agli acquisti delle imprese. L’indice servizi Pmi relativo all’area con la moneta unica è salito a giugno al 55,2 dal 53,8 di maggio, oltre le previsioni che indicavano un livello di 55. Buona la performance dell’Italia e della Germania con una crescita rispettivamente a 54,3 punti e 54,5 punti. L’indice finale composito della produzione dell’Eurozona scende invece al 54,9 (stima a 54,8) dal 55,1 di maggio.

In avvio di giornata l’euro è in rialzo nei confronti della valuta statunitense, scambiato a 1,1677 dollari contro 1,1649 dollari di ieri e 1,665 dollari fissati ieri dalla Bce. Euro/yen a 128,82 e dollaro/yen a 110,343.

Tra le materie prime, infine, il petrolio continua il suo rialzo in Asia, grazie alle stime sulle riserve di greggio americane. Il barile di light sweet crude, con consegna ad agosto, guadagna 45 centesimi, a 74,59 dollari. A Londra, il barile di Brent, con consegna a settembre, vale lo 0,38% in più di ieri a 78,10 dollari. Recupera anche l’oro, in una fase generale di debolezza, e sale in avvio di contrattazioni a 1.257,3 dollari l’oncia. Le quotazioni del metallo prezioso guadagnano lo 0,37%.

Repubblica.it

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