Il Tesoro Usa: “Italia in agenda al G7 finanziario, ma per ora non c’è nessun impatto sistemico”

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«Sarebbe meglio se trovassero una soluzione nell’ambito della zona euro senza apportare cambiamenti significativi»

L’Eurozona deve restare intatta. Ne è convinto il dipartimento del Tesoro americano che ha esortato l’Italia a risolvere i problemi rimanendo nell’area euro. «Sarebbe meglio se trovassero una soluzione nell’ambito della zona euro senza apportare cambiamenti significativi: certamente gli italiani hanno l’opportunità di farlo», ha detto un funzionario del Tesoro Usa, secondo quanto riporta Reuters, mentre l’incertezza politica in Italia e il rischio populismo sono balzati in cima all’agenda della riunione dei ministri delle Finanze e dei banchieri centrali del G7, in calendario a Whistler, in Canada, dal 31 maggio al 2 giugno prossimi.
Il funzionario americano ha rimarcato come gli Usa stiano monitorando da vicino la situazione in Italia, escludendo un «impatto sistemico» per la volatilità dei mercati. Il funzionario Usa ha dunque detto di non sapere chi rappresenterà l’Italia al G7 finanziario e che sarà il Fondo monetario internazionale a guidare la discussione sui rischi globali.

E se il presidente Donald Trump è stato un grande sostenitore della Brexit e dunque dell’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea, la Casa Bianca, a differenza del Tesoro Usa, non si è sbilanciata sulla posizione di Washington in merito al possibile abbandono della moneta unica da parte dell’Italia. «Su questo non c’è una specifica politica dell’amministrazione ma continueremo a monitorare ciò che sta avvenendo», ha dichiarato nel pomeriggio di ieri la portavoce Sarah Sanders, indicando che gli Usa sono concentrati «sulla stabilità dell’economia nel lungo periodo» in Italia e sull’Unione europea.

Il dipartimento di Stato americano ha tenuto a ribadire come l’Italia sia «tra i più stretti alleati degli Usa» e come l’amministrazione sia impaziente di continuare lavorare con il nuovo governo, quando sarà formato”. Gli Stati Uniti «riconoscono l’Europa come composta da nazioni libere – è stato precisato da Foggy Bottom in una nota – e nel solco della grande tradizione delle democrazie occidentali, sono in grado di scegliere da sole il loro sentiero. Come in passato, gli Stati Uniti sono impegnati a lavorare con i rami istituzionali dell’Europa, riconoscendo allo stesso tempo come i nostri alleati siano nazioni indipendenti e democratiche con la loro storia, prospettiva e il diritto di determinare il loro futuro».

La Stampa.it

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