La spinta rivoluzionaria di Vodafone: per i dipendenti, arrivano due settimane di congedo di paternità

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Donatella Isaia, direttrice risorse umane e organizzazione di Vodafone Italia

Mauro Cucci è un “papà in attesa”. Anzi, in doppia attesa, perché i figli che stanno per nascergli sono due gemelli, una bimba e un bimbo, che andranno ad aggiungersi al “grande” di casa, tre anni compiuti. Tra la prima e questa seconda paternità c’è, però, una differenza non secondaria. E attiene alla consapevolezza che il ruolo del padre parte dal primissimo istante e come tale va esercitato. «Ho 37 anni e mi ricordo in maniera distinta che quando è nato il mio primogenito non mi sono per niente posto il tema di prendere il congedo di paternità. Non è stato proprio un argomento di confronto con mia moglie, su come suddividersi i compiti. Questa volta, invece, prenderò due settimane». Un passo avanti importante «in un momento molto delicato per una famiglia, in cui cambiano gli equilibri».

Il perché delle due settimane sta nella nuova politica sulla paternità varata da Vodafone, società per la quale Cucci lavora come responsabile marketing piccole e medie imprese Italia. «Quando è uscita la comunicazione interna, due colleghi me l’hanno mandata per mail scrivendomi “questa è per te”. Politiche di questo tipo aumentano la consapevolezza non solo degli uomini ma di tutta l’organizzazione perché esercitare il ruolo di padre è un nostro diritto e un nostro dovere».

La nuova policy è partita domenica primo aprile e di fatto raddoppia la legge entrata in vigore con il primo gennaio 2018 che prevede per tutti neo-papà 4 giorni di congedo obbligatorio (in precedenza erano due) e uno di congedo facoltativo (se la madre rinuncia a un giorno di maternità). Due settimane per i neo papà Vodafone pagati al 100 per cento. “

«Dopo esserci concentrati sulla maternità, ci siamo rivolti agli uomini – dice Donatella Isaia, direttrice risorse umane e organizzazione di Vodafone Italia -. La nostra idea è che la possibilità delle donne di avere un buon bilanciamento tra la vita personale e la vita lavorativa passa anche da quanto gli uomini sono in grado di supportarle». Lo prenderanno gli uomini? «Lo vedremo dal monitoraggio che abbiamo predisposto, ma non abbiamo ragione di pensare che non sarà una misura utilizzata. E nemmeno ci saranno ostacoli da parte del management – risponde Isaia -. Lo vediamo anche dallo smartworking, utilizzato da donne e uomini in misura molto simile. Stiamo completando un percorso. Finora abbiamo fatto molto per le madri, storicamente per esempio integriamo lo stipendio durante il periodo della maternità al 100% per un totale di nove mesi e mezzo (anziché l’80% di legge per i 5 mesi obbligatori, ndr), una misura che ci portiamo dietro ancora da quando eravamo Olivetti. Nel 2014 abbiamo lanciato su larga scala lo smartworking che, lo scorso anno, abbiamo ulteriormente esteso in occasione della nascita di un figlio Adesso il congedo di paternità, lanciato in tutti i paesi in cui Vodafone opera. Vogliamo che i nostri papà sappiano che l’azienda li incoraggia a gestire in maniera attiva la loro genitorialità, che riconosce che il loro ruolo è importante tanto quanto quello della madre».

Chi prenderà un congedo, insomma, non perderà punti nella scalata alla carriera e nemmeno parte dello stipendio. Ovvero i due motivi per i quali non hanno funzionato finora i congedi facoltativi di paternità (pagati al 30%). Era stato proprio osservando l’andamento deludente dei congedi facoltativi che nell’edizione del Tempodelledonne 2015 la 27ora del Corriere della Sera predispose un disegno di legge (depositato) per l’introduzione di un congedo di paternità obbligatorio di 15 giorni da prendersi nel primo mese di vita del bambino. Un passo alla volta ci si arriverà.

Maria Silvia Sacchi, Corriere.it

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