Salvini: “Io premier? Sono pronto ma non dico ‘Io o la morte'”

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Il segretario leghista a Telelombardia: “Se c’è una squadra possiamo ragionare con la squadra. 5 Stelle affidabili”. E promette la riforma costituzionale

 

“Io sono pronto” per fare il premier. È quanto ha detto Matteo Salvini a Telelombardia, nel corso di un’intervista. “A me interessa che l’Italia cambi: sono pronto a metterci la faccia ma non è che è ‘O Salvini o la morte’, Salvini è a disposizione, ma se c’è una squadra possiamo ragionare con la squadra”, ha precisato il segretario leghista. “Chi ci ha votato – ha spiegato – ci ha dato fiducia per fare delle cose come l’abolizione della legge Fornero e su questo vediamo in Parlamento chi ci sta”. E aggiunge: “Berlusconi era e rimane il leader di Forza Italia. Non vedo altre persone in arrivo. Abbiamo preso un impegno per le presidenze di Camera e Senato, abbiamo dimostrato coerenza, generosità e compattezza. Lo stesso impegno lo metteremo nella squadra di governo”. “Assolutamente sì. Se riusciremo, avere cinque anni davanti”. Salvini è possibilista sulla possibilità della formazione di un governo di lungo respiro. Tra gli obiettivi elencati dal segretario leghista a ‘Telelombardia’ anche quello di “avere dei parlamentari che una volta eletti non cambino 25 partiti“. Ed esprime un giudizio più che positivo sui 5 Stelle. “Per ora i 5 Stelle si sono dimostrati affidabili. Io le persone le giudico dai fatti, non dalle parole. Poi nei fatti, nei numeri uno si dimostra affidabile o non affidabile” ha spiegato aggiungendo che “quello che hanno detto, hanno fatto. Come Di Maio e Grillo hanno detto ‘Salvini ha dato una parola e l’ha mantenuta‘, io apprezzo la gente che dice una cosa e poi la fa” e questo “vale anche per Berlusconi: alla fine abbiamo chiuso con il centrodestra compatto”. Salvini promette anche una riforma costituzionale, laddove Renzi ha fallito: “Se avremo 5 anni davanti il Paese andrà accompagnato nel futuro. Ci ha provato Renzi a colpi di maggioranza, con scelte che non ho condiviso, ma serve maggiore attenzione ai territori e avere parlamentari eletti che non cambino 25 partiti. A me piacerebbe un’Italia come Paese federale e presidenziale. Questo me lo chiedono non solo al Nord, ma anche al Sud. E i senatori a vita sono una figura antistorica“, ha aggiunto.

La Repubblica

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