Tim, al cda il piano di Genish per rispondere alle critiche di Elliott

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L’amministratore delegato crede nella separazione della rete, ma con tempistiche meno stringenti di quelle suggerite dal fondo

Telecom Italia  debole a Piazza Affari nel giorno del cda che discute dell’avanzata del fondo Elliott nel capitale e della sua richiesta di sostituire sei consiglieri, cui si accompagna una richiesta di accelerazione sullo scorporo e quotazione della rete e sulla conversione delle azioni risparmio. Come ricostruisce Repubblica in edicola, l’amministratore delegato Amos Genish (del quale il fondo detentore del 5,75% del capitale non ha chiesto la rimozione) ha accolto come “costruttive” le critiche mosse alla gestione e ha predisposto un piano per rispondervi sul campo. Per quanto riguarda la rete, Genish vuole portare avanti la societarizzazione dell’infrastruttura, attendere le nuove regole dell’Agcom per poi procedere per gradi: prima collocarne in Borsa una quota di minoranza, poi – una volta visto il valore che il mercato dà all’asset – non escludere nemmeno un’eventuale fusione con Open Fiber. Lo scorporo puro, sostiene il manager, non sarebbe la soluzione migliore per creare valore ed esporrebbe l’azienda alla perdita immediata del controllo. Quanto alla distribuzione di dividendi e alla conversione delle azioni risparmio in ordinarie, Repubblica in edicola spiega che per Genish ci sono condizioni da attendere e che non si sono ancora verificate. In primis, il ritorno a un giudizio di sufficienza per Telecom da parte delle agenzie di rating. Una conversione non sarebbe poi ancora matura perché la priorità del gruppo resta aumentare i flussi di cassa e ridurre il debito. Resta da verificare anche a chi il cda di Telecom, che al momento ha affidato ad interim al vice presidente Giuseppe Recchi le deleghe per la sicurezza, voglia trasferirle. Il principale “indiziato” è Franco Bernabè, che è in possesso del nulla osta di sicurezza e che a quel punto perderebbe i requisiti di indipendenza, dato che oggi è il leader dei consiglieri indipendenti e, pur essendo stato indicato da Vivendi, non è tra gli amministratori soggetti a revoca da parte del fondo Elliott.

La Repubblica

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