L’Ue spinge per la crescita del Fintech

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L’UE apre definitivamente al settore fintech, che considera un fattore strategico ai fini dell’Unione dei mercati dei capitali (UMC) e detta linee guida per l’espansione di questo settore nell’ottica di rendere più competitivi ed innovativi i mercati finanziari.

La Commissione europea ha illustrato un piano d’azione su come sfruttare le opportunità offerte dall’innovazione nei servizi finanziari resa possibile dalla tecnologia (fintech).

“L’Europa dovrebbe diventare un polo mondiale per le tecnologie finanziarie, e gli investitori e le imprese dell’UE dovrebbero poter trarre il massimo beneficio dai vantaggi offerti dal mercato unico in questo settore in rapida evoluzione”, afferma la Commissione.

“Per competere a livello mondiale, le imprese europee innovative devono avere accesso ai capitali, disporre di spazi per innovare e beneficiare di un ampliamento di scala per crescere”, sottolinea Valdis Dombrovskis, Vicepresidente responsabile per la Stabilità finanziaria, i servizi finanziari e l’Unione dei mercati dei capitali.

Il piano d’azione presentato oggi intende consentire al settore finanziario di sfruttare il rapido sviluppo delle nuove tecnologie (come la blockchain, l’intelligenza artificiale e i servizi di cloud) e al tempo stesso mira a rendere i mercati più sicuri e di più facile accesso per i nuovi operatori.

Il piano in questione prevede 23 iniziative per consentire ai modelli di business innovativi di espandersi, promuovere la diffusione delle nuove tecnologie e rafforzare la cybersicurezza e l’integrità del sistema finanziario. Fra queste: un laboratorio UE sulle tecnologie finanziarie, un Osservatorio e forum dell’UE sulla blockchain, la digitalizzazione delle
informazioni pubblicate dalle società quotate in Europa, anche attraverso il ricorso a tecnologie innovative, una migliore informativa sulla cybersicurezza, n migliori prassi sugli spazi di sperimentazione normativa, sulla base degli orientamenti forniti dalle autorità europee di vigilanza. –

La Commissione ha proposto anche un marchio paneuropeo per le piattaforme do cowdfunding, in modo tale che le piattaforme la cui licenza sia stata rilasciata in un determinato paese possano operare in tutta l’UE. “Una licenza dell’UE per il crowdfunding aiuterebbe le piattaforme di crowdfunding a espandersi in Europa e a mettere in contatto investitori e imprese di tutta l’UE, offrendo a imprese e imprenditori maggiori opportunità per proporre le loro idee a un pubblico più vasto di potenziali investitori”, commenta Dombrovskis.

Attualmente, infatti, molte piattaforme hanno difficoltà ad espandersi in altri paesi dell’UE. Per questo motivo il crowdfunding è poco sviluppato nell’UE rispetto ad altre grandi economie mondiali; inoltre il mercato dell’UE è frammentato. Uno dei maggiori ostacoli è la mancanza di norme comuni. Ciò comporta un considerevole aumento dei costi di conformità e operativi e impedisce alle piattaforme di crowdfunding di espandersi oltre confine.

Ilmessaggero.it (Teleborsa)

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