Il voto manda Mediaset ko a Piazza Affari. Ora Berlusconi deve tenersi stretto Salvini

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Il dato deludente di Forza Italia, nettamente sotto la Lega nello schieramento di Centrodestra, affossa il titolo del Biscione. Ora il Cavaliere deve fare affidamento sul segretario leghista per proteggere le proprie aziende.

La sconfitta di Forza Italia (guidata dal suo azionista di riferimento Silvio Berlusconi) e la vittoria di M5s mettono ko il titolo Mediaset a Piazza Affari. E obbligano l’ex-Cavaliere a tenersi stretto Matteo Salvini – compagno di coalizione e altro vincitore morale delle elezioni – per non “scoprire” le aziende di famiglia nella sfida in corso con Vivendi e Vincent Bolloré. La portata dei problemi del Biscione la danno le parole pronunciate nemmeno troppo tempo fa dal presidente Fedele Confalonieri sui pentastellati: “Spero che non vinca chi vorrebbe distruggerci – ha detto senza troppi peli sulla lingua -. C’è un partito che nel suo programma sostiene che una concessionaria di pubblicità deve avere solo il 5 per cento, che chi fa televisione non può avere più del dieci per cento di un canale, nel caso specifico Canale 5. E qui parlo per l’interesse dell’azienda e per le migliaia di persone che ci lavorano”.Il programma ufficiale dei grillini è ora un po’ più sfumato ma non arretra di un passo, promettendo guerra agli editori impuri (“Berlusconi, De Benedetti e Caltagirone“, cita il documento per non lasciar dubbi) e “benefici” a chi “svolge prevalentemente attività editoriale”. Puntando secco una revisione della Legge Gasparri (“congegnata dal centrodestra per tutelare Berlusconi”) e sulle soglie nei singoli mercati.I pentastellati – del resto- avevano attaccato pure il governo Gentiloni reo – a loro parere – di aver fiancheggiato troppo il leader di Forza Italia nella guerra con Vivendi: “È totalmente inappropriato un intervento dell’esecutivo a tutela di Mediaset quando lo stesso nulla fece contro l’aggressiva scalata di Vivendi a Telecom Italia” hanno affermato i deputati del M5S della commissione Trasporti e Telecomunicazioni. Posizione che da allora turba i sonni dei dirigenti Mediaset e da oggi gli incubi dei suoi azionisti. Costretti a sperare che Berlusconi riesca a tenere unito il centrodestra e a formare un governo per proteggere (nell’eterno irrisolto conflitto di interessi) le aziende di famiglia e il valore delle loro azioni in Borsa.

LaRepubblica

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