Puigdemont approda a Copenaghen e i giudici spagnoli chiedono l’arresto

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L’ex presidente catalano in Danimarca per partecipare a una conferenza. Ma potrebbe essere una mossa per essere eletto

Carles Puigdemont

La mossa è studiata, ma le conseguenze ancora non sono chiare. Carles Puigdemont, candidato alla presidenza catalana è ricercato dalla giustizia spagnola, è arrivato stamattina a Copenaghen con un volo Ryanair dall’aeroporto belga di Charleroi. Ufficialmente l’ex presidente è in Danimarca per partecipare a una conferenza all’università (oggi alle due), ma il viaggio ha mandato in subbuglio i giudici spagnoli.

Il mandato di cattura

La procura generale di Madrid ha chiesto immediatamente di attivare il mandato di cattura europeo, che gli stessi spagnoli avevano annullato lo scorso 5 dicembre. Puigdemont ha viaggiato con un semplice bagaglio a mano e il suo ritorno è previsto per martedì o mercoledì. Ma il viaggio in Danimarca potrebbe avere una motivazione tattica: se l’ex presidente venisse arrestato potrebbe chiedere il voto delegato per il parlamento catalano, in quanto impossibilitato a essere presente alle sedute.

L’elezione

La prossima settimana Puigdemont vorrebbe essere eletto presidente dal parlamento catalano, ma la condizione è presentarsi al dibattito di investitura del 30 gennaio, cosa assai complicata, visto che un suo ritorno in Spagna comporterebbe l’arresto immediato. L’escamotage degli indipendentisti, eleggere il presidente per via telematica, è vietato dai regolamenti, così servirebbe una nuova forzatura per imporre la propria volontà. I numeri dicono che si può fare, il buon senso e l’esperienza recente (si rischia il carcere) fanno pensare che si troverà un altro leader.

Francesco Olivo, La Stampa

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