La vendetta degli italiani arriverà il 4 marzo

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(di Cesare Lanza per LaVerità) Scommettiamo che nelle prossime elezioni i personaggi al governo in questa pessima legislatura saranno duramente puniti dagli italiani chiamati (finalmente) a votare? Sono molto fiducioso, mi riferisco al Pd e soprattutto a Matteo Renzi e alla sua proterva seguace Maria Elena Boschi: con sommessa vanità consentitemi di ricordare che, nel settembre 2016, mi spinsi a pronosticare che il premier toscano non avrebbe mangiato il panettone a Palazzo Chigi. La sua arroganza (verso qualsiasi interlocutore appena critico) era insopportabile: ero sicuro che gli elettori l’avrebbero punita. E così fu, nel referendum di quello storico 4 dicembre. Il successore di Renzi, Paolo Gentiloni, si salverà: ha avuto il merito di capire l’antifona e di comportarsi con uno stile sobrio, almeno formalmente rispetto a regole elementari. Ma la legislatura è stata pessima, questo soprattutto tengo a dire, nel momento in cui autorevoli commentatori, con ambigua superficialità, ne tessono le lodi. Non abbiamo agganciato la ripresina economica. In Europa contiamo come il 2 di picche a briscola: per i sacrifici pecuniari che ci sono imposti e per i nostri diritti, ignorati, nel dramma delle migrazioni. Le tasse sono sempre più inique, devastanti, la disoccupazione senza freni, le pensioni irragionevoli e incerte. L’elenco sarebbe lungo, mi basta fermarmi qui. La fiducia è che dopo quel 4 dicembre, un altro fatidico 4 – il giorno dell’esame elettorale di marzo – sarà il voto in pagella per chi ci ha portato al disastro. Con una motivazione per lor signori: ci hanno inflitto solo chiacchiere e bugiarde promesse.

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