L’inganno sotto l’albero di Natale: online 3 offerte su 10 sono una truffa

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Il consiglio più adatto sarebbe quello di scegliere con calma, trattare col venditore e magari verificare meglio la sua identità. Ma a poche ore dal Natale la prudenza necessaria sembra incompatibile con la fretta di acquistare gli ultimi regali. E allora mettete in conto che in arrivo ci potrebbe essere un pacco che non avevate immaginato: una fregatura vera, più che un dono col fiocchetto. Questo è il momento migliore per i truffatori che si nascondono dietro gli annunci. Nella frenesia degli acquisti fanno affari d’oro. E c’è un dato che dovrebbe bastare per innalzare la soglia di attenzione: 3 offerte su 10 sono un inganno, fa sapere la Polizia postale. Una proposta di vendita fittizia che rischia di costare molto cara a chi pensa di affidarsi al gigantesco market del web per recuperare il tempo perduto prima di Natale.

Le segnalazioni arrivate in questi giorni agli uffici della polizia, nelle questure di tutta Italia, sono già migliaia e si aggiungono alle 37 mila denunce registrate nel corso del 2018. Alla fine dell’anno, tra regali last minute e offerte per pranzi, viaggi e vestiti, il grande inganno passa più facilmente inosservato. Perché chi ha poco tempo per scegliere paga senza pensarci troppo e alla fine si ritrova con una grande delusione sotto l’albero. «Non è un caso – spiega Nunzia Ciardi Direttore del Servizio polizia postale e delle comunicazioni – che proprio in questi giorni abbiamo potenziato tutti gli strumenti per contrastare le truffe messe in atto sul web, anche attraverso la chiusura degli spazi virtuali. Il modello dell’acquisto di impulso, legato a offerte speciali, stock limitati o prezzi scontati, si è talmente diffuso che anche i truffatori seriali riescono a inserirsi con false vendite».

Con grande profitto, se è vero che il giro d’affari del gigantesco raggiro raggiunge parecchi milioni di euro in appena pochi giorni. E non è affatto vero che la trappola arriva sempre da organizzazioni criminali straniere, perché le bande di truffatori italiani si sono particolarmente specializzate e questo per loro è diventato un vero settore di specializzazione. «Per evitare gli inganni può essere molto utile seguire una decina di regole preziose, che possono sembrare banali ma possono consentire ai clienti di riconoscere le insidie – spiega il direttore della Polizia postale e della comunicazioni – Prima di tutto è utile utilizzare software e browser aggiornati, scegliere i prodotti sui siti certificati o ufficiali, verificare che il sito in cui si acquista sia fornito di riferimenti identici a un negozio reale, cioè numero di Partiva IVA, un numero di telefono fisso, un indirizzo fisico».

In più c’è qualche altra accortezza da adottare. Leggere bene i commenti e le recensioni degli altri acquirenti, utilizzare le app ufficiali dei marketplace, pagare con carte di credito ricaribili, ma anche fare molta attenzione a non cadere nella rete del phishing o dello smishing, vale a dire le proposte che arrivano attraverso mail o sms contraffatti e che richiedono di cliccare su un link per raggiungere una pagina web trappola. Il rischio, altrimenti, è che Babbo Natale consegni quest’anno una brutta sorpresa.

Nicola Pinna, La Stampa