Sangalli resta al timone di Confcommercio e cambia la governance

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Il presidente fa il pieno di consensi. Le accuse della ex segretaria non pesano in assemblea

Carlo Sangalli resta al timone di Confcommercio, Ieri il consiglio dell’organizzazione che riunisce oltre 700mila imprese del commercio ieri ha ascoltato la relazione del presidente circa la vicenda relativa alla sua ex segretaria Giovanna Venturini.

Sangalli ha raccontato la propria versione dei fatti nella quale ha smentito ogni addebito, a partire dalle presunte molestie alla collaboratrice, spiegando le ragioni per le quali ha effettuato una donazione in suo favore. Le dimissioni hanno rappresentato un’ipotesi mai presa in considerazione dal numero uno dei commercianti italiani. E la linea alla fine è risultata vincente.

Anche i tre vicepresidenti che avevano inviato a Sangalli una lettera chiedendone le dimissioni per evitare il coinvolgimento della Confederazione non hanno messo in dubbio l’onestà morale e intellettuale del presidente. «Non sono né un sacerdote né un giudice e se ci saranno rimostranze, le valuteranno le autorità competenti», ha detto nel suo intervento il vicepresidente di Confcommercio e di Conftrasporto, Paolo Uggé. Tale orientamento è stato confermato dall’approvazione a larghissima maggioranza, con oltre il 90% dei votanti, della revoca del direttore generale Francesco Rivolta, licenziato a ottobre perché ritenuto in qualche misura non estraneo alla vicenda Venturini che successivamente era stata destinata alla sua segreteria. È in questo frangente che si è manifestato l’appoggio al presidente da parte dei rappresentanti delle Regioni più produttive d’Italia: Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna hanno infatti mostrato un sostegno compatto. Solo 11 consiglieri non hanno votato la proposta in quanto ritengono che il manager defenestrato possa in questo modo avere titolo a rivalersi nei confronti di Confcommercio per il licenziamento. Insomma se la votazione di ieri avesse dovuto rappresentare una sorta di resa dei conti, Sangalli ne sarebbe uscito ampiamente vincitore.

Analogamente, è stata approvata la nuova proposta di governance della Confederazione, che sarà sottoposta all’approvazione dell’assemblea straordinaria a inizio dicembre e che prevede la cancellazione della figura di direttore generale e la redistribuzione delle mansioni tra tutte le diverse funzioni. Non è ancora chiaro, tuttavia, quale strategia sarà seguita per sopperire all’eliminazione di una figura apicale. È probabile che si proceda a una redistribuzione di alcune deleghe fra i vicepresidenti in modo da coinvolgerli maggiormente nella gestione e che, comunque, si vada verso l’istituzione della figura di segretario generale con funzioni di coordinamento.

Carlo Sangalli, come detto, resterà alla guida di Confcommercio. Non hanno avuto seguito le indiscrezioni circa un suo possibile futuro avvicendamento con il presidente di Conftrasporto, Fabrizio Palenzona (ex vicepresidente di Unicredit e consigliere di Mediobanca). Già smentite dal diretto interessato, in quanto impegnato alla guida di Aiscat (concessionarie autostradali) e Assaeroporti, Palenzona non sarebbe mai stato intenzionato a commettere uno sgarbo nei confronti di un amico di lunga data come Carlo Sangalli. Come in casi analoghi, tuttavia, le polemiche sono destinate a proseguire.

Il Giornale