I lupi fanno litigare Lega e M5s

Share

Non c’è pace nell’alleanza tra Lega e 5stelle. Un nuovo fronte di dissidio si sta aprendo in Veneto, dove i rapporti tra le due forze politiche sono già assai tesi poiché gli imprenditori si sono rivoltati contro il Carroccio, accusato di essersi arreso al diktat di Luigi Di Maio sulla marcia indietro riguardo la flessibilità del lavoro, contestando il decreto dignità. Adesso su fronti opposti si danno battaglia il governatore leghista della Regione, Luca Zaia, e il ministro all’ambiente, indicato dai 5stelle, Sergio Costa. Casus belli: come affrontare l’emergenza-lupi. Gli agricoltori hanno un diavolo per capello per le incursioni e i danni che debbono subire da parte dei lupi che si sono moltiplicati negli ultimi tempi grazie alle iniziative di tutela. Zaia, scottato dalla vicenda del decreto dignità e dal malcontento degli imprenditori, s’è schierato con gli agricoltori. Non vuole correre il rischio di perdere un altro importante serbatoio di voti. Ma dal ministero è arrivata la doccia fredda: i lupi non si toccano. Così, passate le giornate ferragostane si andrà alla resa dei conti, con Zaia che ha avvertito Matteo Salvini che non bisogna cedere e Di Maio che è pronto a scendere in difesa del suo ministro.

Il fatto è che il diverbio è scoppiato anche all’interno del ministero. Col sottosegretario leghista Vannia Gava che ha incontrato gli amministratori di una comunità montana veneta e ha appoggiato il controllo dei lupi: «I carabinieri forestali potranno sparare ai lupi con proiettili di gomma, allontanandoli in questo modo dagli alpeggi». Mentre il ministro, appena venuto a conoscenza dell’opinione del suo sottosegretario, ha fatto diffondere una nota ufficiale: «Non abbiamo ancora ricevuto la richiesta della regione Veneto. Quando arriverà, la valuteremo alla luce del parere tecnico dell’Ispra (il centro studi del ministero) e di una verifica della situazione effettiva. Ma a nostro avviso l’uso di proiettili di gomma per allontanare la fauna selvatica non è ammissibile».

La richiesta della regione Veneto al ministero riguarda l’assenso all’uso dei proiettili di gomma da parte dei militari, con funzioni dissuasorie, qualora i predatori si trovino nelle vicinanze di allevamenti. Spiega Zaia: «Penso che il minimo sia usare dei traccianti di gomma che non li ammazzano ma che quantomeno danno la garanzia di tenerli distanti. Tutte le notti si verificano predazioni. Voglio ricordare ai cittadini che ormai sono centinaia i capi, che muoiono dopo lunga agonia, ammazzati dai lupi. Se poi non si possono usare i traccianti di gomma, vorrei chiedere cosa dobbiamo dire a chi da animalista difende i lupi e non si preoccupa che muoiano animali tutte le notti ad opera loro».

Il ministro asserisce di non avere ricevuto la richiesta? La regione non ci sta e sostiene che la lettera è protocollata 18 luglio. «Abbiamo anche inviato una dettagliata relazione sui ripetuti episodi di avvicinamento in orario diurno del lupo ai bovini al pascolo e ai malgari», aggiunge l’assessore veneto all’agricoltura, Giuseppe Pan . «Ci risulta che l’Ispra abbia dato parere favorevole. Sono fiducioso che il problema della difficile convivenza tra grandi predatori e attività umane possa essere affrontato quanto prima da governo e regioni in modo responsabile con un nuovo piano nazionale di gestione del lupo, che con il supporto di tutti gli strumenti scientifici e nel rispetto della sostenibilità ambientale e della biodiversità saprà tener conto anche del particolare contesto sociale ed economico delle “terre alte” nel quale il predatore è tornato adinsediarsi».

Secondo la regione sulle Alpi i lupi sono più di 1.500 e quindi non sarebbero da considerarsi una specie in via d’estinzione, ovvero possono essere rese meno stringenti le norme sulla loro tutela e la dissuasione coi proiettili di gomma rientra in questo invocato nuovo corso. «L’obiettivo è portare i lupi a comportarsi da lupi, in modo che evitino di predare i capi allevati e si concentrino sulla fauna selvatica, il cui numero è aumentato significativamente», sottolinea Emanuele Munari, presidente della Comunità montana di Asiago.

Il no del ministro è però drastico e le associazioni ambientaliste premono sui 5stelle perché non ci siano ripensamenti e le richieste leghiste vengano disattese. A Treviso, per esempio, l’Ente protezioni animali ha redatto un durissimo documento: «Ai lupi non si spara neanche con i proiettili di gomma. Confidiamo nel ministro dell’ambiente affinché siano respinti al mittente, cioè alla regione Veneto, gli inaccettabili tentativi di forzare le maglie della protezione di cui beneficia il lupo, specie, per l’appunto, particolarmente protetta. Questi proiettili, oltre a non essere riconosciuti dal mondo scientifico come metodi dissuasivi, sono anche pericolosissimi per l’incolumità degli animali e delle persone. Siamo certi che tali misure, incivili e pericolose, saranno respinte malgrado le pulsioni estive di qualche sottosegretario in vena di boutade».

Il sottosegretario sbandiera però i dati della regione: nel corso del 2017 nel Veneto si sono registrati 163 eventi predatori da parte dei lupi, di cui sono stati vittime 357 capi (115 bovini, 219 ovi-caprini, 21 asini e 2 di altre specie). La regione ha deciso di stanziare contributi a favore di chi subisce danni. Conclude Zaia: «In questo momento c’è un disequilibrio, i lupi sono predatori e in natura trovano le loro prede, ma non debbono poter entrare nei recinti a sbranare animali inermi perché così la catena biologica non viene mantenuta».

Il governatore e il ministro si fronteggiano. Il primo ha gli agricoltori che pressano, il secondo ha i grillini ambientalisti che lo sostengono. Un’altra grana per il governo.

Carlo Valentini, ItaliaOggi