Fs, il “binario” Borsa può attendere

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L’ad di Trenitalia, Iacono: “Quotarsi? Nessuna urgenza, ci finanziamo con i bond”

Resta sospesa la quotazione in Borsa delle Ferrovie dello Stato, anzi, della parte più appetibile per il mercato: l’Alta velocità e la lunga percorrenza.
L’amministratore delegato di Trenitalia, Orazio Iacono, alla domanda risponde nell’unico modo possibile: «La decisione spetta all’azionista», cioè, in definitiva, al governo, visto che la holding FS è posseduta al 100% dal Tesoro.

Vista la complessità della situazione politica, è facile immaginare che l’Ipo ferroviaria non sia la massima tra le priorità del nuovo ministero. Si tratterà di definire con precisione il perimetro della società quotanda, e di pianificare tempi e modalità. Il fatto che il concorrente Italo, acquistato dagli americani di Gip, abbia rinunciato per ora al progetto Piazza Affari, in una logica competitiva può aver rallentato anche l’operazione FS. Ma si tratta, ripetiamo, di una decisione squisitamente politica. Non risulta che ci siano altre imprese ferroviarie quotate nel mondo. Sul piano pratico, Iacono è molto esplicito: «Il nostro settore può finanziarsi anche diversamente» e cita l’emissione di Green bond per sostenere l’ingente piano di investimenti finalizzato a rinnovare la flotta dei treni regionali. «Abbiamo emesso in novembre un bond da 600 milioni a un tasso di tutto rilievo, lo 0,873%, collocato con grande successo. FS Holding gode dello stesso rating dello Stato italiano».
Il piano d’investimenti in corso vale 4,5 miliardi in tutto, e circa la metà è stato finanziato, in linea con i programmi e con i contratti di servizio sottoscritti con le Regioni: «Abbiamo già firmato con Sicilia, Emilia Romagna, Veneto, Liguria. A breve firmeremo con Toscana, Puglia e Umbria». I nuovi treni per pendolari in consegna sono 285, 450 sono previsti dal 2019 e un terzo blocco di ordini, dal 2021, porterà il numero dei nuovi convogli a oltre 900.

I conti di Trenitalia, d’altro canto, vanno bene: «La tendenza registrata nei primi tre mesi del 2018 è di una crescita del 10%», rivela Iacono, che, stuzzicato sul tema competizione (leggi: Italo), non stenta ad ammettere che è sempre uno stimolo al miglioramento. «La nostra qualità è superiore afferma comprende tutti i segmenti del viaggio, anche le funzioni precedenti e quelle successive, e il Frecciarossa è oggi senz’altro il migliore d’Europa». Ricordiamo qualche numero di Trenitalia. Settemila treni al giorno trasportano 1,8 milioni di passeggeri, 276mila dipendenti, 138 Frecce, 101 Intercity, 1.270 regionali (sempre al giorno); 5,3 miliardi di ricavi operativi nel 2017, 1,6 miliardi di ebitda, 276 milioni di utile netto.

Ieri a Milano il gruppo ha presentato le novità dell’orario estivo 2018, che sarà operativo dal 10 giugno con oltre 110 fermate stagionali di Frecce, InterCity e FrecciaLink (servizio bus). Un’offerta complessiva che si arricchisce stabilmente, rispetto all’attuale, anche di altre 16 fermate e due Frecce, che portano così a 437 le corse giornaliere di Frecce e InterCity e a oltre 200 i capoluoghi e le città servite. Potenziati i servizi estivi nelle principali mete di vacanza: dal Cilento a Scalea e a Maratea, da Riccione a Rimini e a Cattolica, da Senigallia a Giulianova e Vasto San Salvo, da Monopoli a Fasano da Ostuni a Polignano a Mare. Oltre al servizio integrato Frecce e bus dei FrecciaLink che raggiungerà Sorrento e Gallipoli, Marina di Ugento e Otranto, Cecina e Piombino da dove muovere alla volta dell’Elba e delle altre isole dell’arcipelago toscano. Poi, ancora Cortina e il Cadore, Madonna di Campiglio, Ortisei, la val Gardena e la val di Fassa, oltre ad Assisi, Pompei e la Reggia di Caserta.

Paolo Stefanato, Il Giornale.it