Lo spread Btp-Bund supera 170 punti. Milano in rosso, ma pesano le cedole

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Piazza Affari in netto ribasso, ma molti big distribuiscono il dividendo. Euro debole, sotto quota 1,18 dollari. A livello internazionale gli investitori guardano con ottimismo alla tregua commerciale tra Stati Uniti e Cina

Lo spread tra Btp e Bund tedeschi apre la settimana allargandosi fin sopra quota 170 punti base mentre i leader di Lega e M5s si preparano a salire al Colle per presentare la loro squadra di governo. Un passaggio forse dirimente, per altro nella settimana del giudizio europeo sui conti pubblici italiani con annesso rapporto sul nostro debito pubblico (agenda); giovedì e venerdì, inoltre, si terranno a Bruxelles le riunioni dei ministri finanziari dell’Unione. Il differenziale tra il rendimento dei decennali italiani e tedeschi aggiorna i massimi da sette mesi, mentre il titoli italiano rende il 2,28%.
Piazza Affari apre in netto ribasso, ma sul calo del Ftse Mib – che cede l’1,7% in avvio – pesano quasi integralmente gli stacchi di cedole da parte di ben 19 società del listino principale, a cominciare dai big bancari. Intesa Sanpaolo e Generali sono ad esempio tra i titoli che subiscono perdite corpose, proprio legate all’effetto-dividendo (rispettivamente da 0,203 e 0,85 euro). Anche Unipol e Italgas rientrano nel lotto. Segni positivi nel resto del Vecchio continente: Parigi aggiunge lo 0,25%, Londra lo 0,45%. Francoforte è chiusa per festività.

Quotazioni deboli anche per la divisa unica europea: l’euro apre in calo sotto quota 1,18 dollari a 1,1744 dollari contro l’1,1768 dollari della chiusura di venerdì. Su euro/yen a 130,73 e dollaro/yen a 111,29.

A livello internazionale, gli investitori sono ben disposti dalla tregua commerciale tra Washington e Pechino. Il Segretario americano al Tesoro, Steven Munchin, ha parlato apertamente di una pausa nella guerra commerciale, nel mezzo di miglioramenti diplomatici tra le prime due economie al mondo che potrebbero trovare la quadra su un impegno ad equilibrare i saldi commerciali tra le due parti. Robert Mead di Pimco ha annotato a Bloomberg che questi avvicinamenti del fine settimana lasciano intuire come siano difficili guerre “reali” nel commercio tra i due Paesi. Il tutto, “sembra suggerire che il commercio globale nel complesso resti in salute, e che non dobbiamo preoccuparci troppo”.

Stamattina la Borsa di Tokyo ha chiuso in leggero rialzo beneficiando di un cambio dello yen più debole nei confronti del dollaro Usa. Da parte degli investitori anche la maggiore tranquillità sulla scia della percezione che non si arriverà a questo muro contro muro sui dazi. L’indice Nikkei dei titoli guida ha segnato +0,31%. L’indice Topix del listino principale ha invece chiuso in lieve ribasso dello 0,08%. Wall Street è reduce da una chiusura mista, con i Treasury decennali che sono rimasti sopra il 3% di rendimento. Il Dow Jones ha terminato di fatto piatto ma in settimana ha perso lo 0,5%; lo S&P500 ha lasciato sul terreno lo 0,26%, chiudendo la settimana in calo di mezzo punto percentuale. Il Nasdaq ha ceduto lo 0,38% per un’ottava in negativo dello 0,7%.

Oggi in agenda si segnala l’indice della Fed di Chicago di aprile. La bilancia commerciale del Giappone ha evidenziato ad aprile un surplus di 626 miliardi di yen, in calo rispetto ai 797 miliardi del mese prima, ma sopra le attese degli analisti che si aspettavano una flessione maggiore a 440 miliardi di yen.

I prezzi del petrolio sono in rialzo sui mercati asiatici, dopo l’annuncio della tregua sui dazi e l’accordo tra Pechino e Washington per ridurre il deficit commerciale degli Stati Uniti, che allontana lo spettro della guerra commerciale. Negli scambi elettronici in Asia il barile di Wti con consegna a giugno guadagna 51 cent a 71,79 dollari, quello di Brent, con consegna a luglio, avanza di 51 centesimi a 79,02 dollari.

Raffaele Ricciardi, Repubblica.it