Le teorie comportamentali entrano nel vivo delle attività di Poste Italiane ed altre aziende

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Richard H. Thaler

Se il consumatore irrazionale lo si conosce sul campo, allora Poste Italiane ha imparato quello che piace ai giovani creando eventi ad hoc tra crowdfunding (finanziando fino a 190 progetti), concerti in streaming in tempo reale e vari hackathon sulle nuove tecnologie. Invece Unicredit ha deciso di usare linguaggi diversi per parlare di bilanci aziendali e bilanci casalinghi al fine d’incoraggiare e quindi aiutare meglio le famiglie, per esempio, a raggiungere i propri obiettivi. In parallelo Huawei ha preferito orientare il proprio futuro da tlc (quindi con un pubblico di riferimento universale) passando dall’essere mobile first verso un posizionamento intelligence first. L’obiettivo? Abbracciare e prevenire le richieste della «human nature» grazie all’intelligenza artificiale. Sono questi alcuni dei casi di aziende, presentati ieri al 2° Milano Marketing Festival, che hanno avviato strategie che, a loro volta, traducono in atto le teorie del premio Nobel 2017 per l’economia comportamentale Richard H. Thaler. Le casistiche sono state raccontate da Carolina Gianardi head of strategic marketing di Poste Italiane, Remo Taricani responsabile retail&sales marketing di Unicredit e Lindoro Ettore Patriarca marketing director consumer business di Group Huawei Italia. Insomma, è intervenuto il docente di economia e finanza Enrico Maria Cervellati, il prossimo passo delle aziende per abbracciare le teorie di Thaler è istituire «il cbo, il chief behavioral officer, perché supporti i marchi a utilizzare il nudge».

Nell’attesa, anche un settore molto fisico come l’automotive sta cercando di cambiare cultura e per esempio Citroën, secondo il suo marketing director Luciano Ciabatti, ha iniziato a ragionare sul concetto generale di mobilità al di là del singolo modello di auto da acquistare. E persino un mezzo di comunicazione tradizionale come la radio è arrivata a conoscere tutto dei suoi ascoltatori: Radio Italia, a giudizio dell’editore Mario Volanti, lo fa in un’ottica multicanale tra trasmissioni in fm, app ed eventi. Il vantaggio è essere già in contatto coi propri radioascoltatori e potersi auto-promuovere.

Marco A. Capisani, ItaliaOggi