Gentiloni agli 007 italiani: “Daesh sconfitto, ma la minaccia resta”

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“La minaccia terroristica rappresentata da Daesh è stata sconfitta sul piano militare ma, tuttavia, sappiamo che la diffusione di quella minaccia presenta pericoli diversi da non sottovalutare”. Lo ha detto il premier, Paolo Gentiloni, intervenendo al Decennale di riforma dell’intelligence e all’inaugurazione dell’Anno Accademico della Scuola di Comparto. “Penso che gli italiani siano consapevoli che il lavoro della nostra intelligence abbia contribuito a mantenere la sicurezza nel nostro Paese”, ha aggiunto Gentiloni aggiungendo che “difendere il proprio interesse nazionale non vuol dire essere meno europeisti o meno atlantici”. “Sono trascorsi 10 anni dalla riforma dell’intelligence e credo si possa dire che essa ha funzionato. Ogni Paese nel garantire la sicurezza deve difendersi da minacce e il requisito è conoscere la natura di queste minacce, soprattutto nel mondo di oggi in cui la quantità di informazioni è illimitata”, ha proseguito Gentiloni precisando che “le novità della minaccia di oggi non sono la fine della guerra fredda ma le novità recenti, determinate dall’accelerazione dell’informazione che certamente ha reso il mondo più informato ma che ha creato nuovi rischi e disuguaglianze”. “Il mondo della globalizzazione accelerata è più imprevedibile. Noi abbiamo economie in crescita in quasi tutte le aree economiche. Siamo in una fase di crescita economica significativa ma l’imprevedibilità geopolitica può incidere su questa ripresa”, ha concluso il premier.

ItaliaOggi

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