Satanismo in fiera dà vita a proteste indignate

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Dal 28 settembre al 12 novembre di quest’anno, il Comune piemontese di Alba (in Provincia di Cuneo) sta ospitando l’87º Fiera Internazionale del Tartufo Bianco, un’iniziativa apparentemente simpatica ma che ha dato vita ad una catena di proteste indignate. Ad essa infatti è stata invitata Marina Abramovic, definita dagli stessi organizzatori dell’evento come «uno dei nomi più prestigiosi del panorama artistico internazionale» e che in realtà è una sacerdotessa di Satana molto impegnata nel combattere la vita diffondendo la cultura della morte. Ultimamente si è esercitata a compiere le sue messe nere, i suoi sacrifici ed i suoi riti lugubri e sconci in modo sempre più creativo. Pare infatti che con la sua arte nera si diletti a preparare “gustose” cenette a base di mestruazioni, sperma, latte materno e molto altro ancora con quella satanista (molto attiva contro la vita) della Clinton – come “buon auspicio” per favorire la sua vittoria in prossimità delle scorse elezioni presidenziali.
Piccola parentesi: l’artista in questione si vanta pubblicamente mostrandosi fiera di aver abortito tre volte… non sorprende che una satanista ami così tanto uccidere la vita nascente (inoltre è risaputo che le sette sataniche amino sacrificare la vita dei piccoli bambini non nati). Abbiamo ricevuto diverse e mail e diversi messaggi di protesta da parte di nostri Lettori piemontesi letteralmente (e direi giustamente) disgustati dalla scandalosa performance di Marina Abramovic, pertanto riteniamo di essere in dovere di dar voce alla suddetta protesta. E fanno bene a protestare i piemontesi dotati di buon senso perchè la signora Abramovic ha verosimilmente ricevuto un congruo gettone di presenza dagli enti pubblici territoriali, attinto quindi dai denari dei contribuenti. La cosiddetta artista infatti è molto conosciuta in tutto il mondo così come nella stessa Italia per i suoi video inneggianti alla morte, alla violenza, ed al satanismo i quali sono apertamente visibili su diversi siti. Pertanto è comprensibilissima l’indignazione di chi, essendo a conoscenza di queste sue attività, è rimasto scandalizzato al vederla invitata ad una festosa sagra che celebra un prodotto locale di alto prestigio internazionale. Ci auguriamo che i contribuenti stessi, qualora non condividano il modo in cui sono stati impiegati i loro denari, se ne ricordino in occasione delle prossime elezioni!

 

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