Caso Npl. La Bce disposta a ritardare l’attuazione delle nuove regole

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Il presidente del consiglio di vigilanza della Banca centrale europea, Danièle Nouy, nel discorso tenuto oggi al Comitato per gli affari economici e monetari del Parlamento europeo e’ sembrata disposta a ritardare l’implementazione delle nuove e controverse regole sui non-performing, che dovrebbero entrare in vigore all’inizio del prossimo anno. L’apertura del 2018 “potrebbe non essere il periodo migliore per iniziare”, ha dichiarato Nouy, dopo aver ascoltato le reazioni degli stakeholder durante un periodo di consultazioni che terminera’ l’8 dicembre. Il presidente del consiglio di vigilanza della Bce ha inoltre affermato di poter richiedere piu’ tempo per “prendere seriamente in considerazione i commenti che stiamo ricevendo”.
La Banca centrale europea “ha continuato a lavorare su ulteriori strategie per gestire il problema degli Npl” fin dalla pubblicazione delle linee guida in materia per le banche, ha inoltre affermato Nouy, sottolineando gli “sforzi considerevoli” compiuti da importanti istituti bancari “per ridurre gli stock di Npl in tutti gli Stati membri dell’Eurozona”. Sebbene “in molti casi siano necessari ulteriori azioni”, ha dichiarato Nouy, il totale di titoli di credito deteriorati posseduti dalle banche europee e’ infatti “diminuito di 142 mld di euro fino a 795 mld nel secondo trimestre del 2017”.
Inoltre, ha aggiunto il membro della Bce, “e’ chiaro che l’Istituto non puo’ concentrarsi unicamente sugli Npl esistenti, ma che e’ necessario adottare anche strategie preventive contro la formazione di nuovi stock di crediti deteriorati. Adesso e’ il momento giusto per compiere questo ulteriore passo, dato che le condizioni economiche in Europa sono attualmente molto favorevoli”.
Pertanto, ha concluso il presidente del Consiglio di vigilanza, “abbiamo proposto un addendum alle nostre linee guida in tema di Npl”, con l’obiettivo “di promuovere pratiche piu’ tempestive per contrastare i crediti deteriorati a partire dal 2018 e per evitare un nuovo aumento degli stock in futuro”. Tale addendum propone che, a partire da gennaio 2018, “i prestiti non assicurati siano interamente coperti entro due anni dalla loro classificazione come crediti deteriorati”, intervallo che sale a sette anni per i fidi con copertura assicurativa.

ItaliaOggi

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